Pesaro non molla, ma la Foppa è ancora corsara… (Commenti post partita)

Scritto da on gen 11th, 2013 e archiviato sotto la categoria Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

KGS – Foppapedretti 0-3 (17-25; 17-25; 24-26)

KGS PESARO: Signorile 2, Muresan 13, Manzano 7, Moreno Pino 11, Tirozzi 6, Gibbemeyer 4; De Gennaro (L), Valpiani, Chirichella 4, Dekani. N.e. Lestini. All. Pistola.

FOPPADRETTI BERGAMO: Di Iulio 14, Devetag 5, Weiss 1, Blagojevic 7, Crimes 6, Diouf 21; Merlo (L), Klisura 1, Bruno, Brown 2, Balboni. N.e.: Zamboni. All.: Lavarini.

ARBITRI: Puletti e Piana.

KGS: battute sbagliate 4; battute vincenti 2; ricezione 70% (prf. 37%); attacco 28%; errori 26; muri 8.

Foppapedretti: battute sbagliate 4; battute vincenti 2; ricezione 70% (prf. 39%); attacco 37%; errori 13; muri 10.

PESARO – La Foppapedretti ipoteca, con un secco 3-0, l’accesso alle final four di Coppa Italia dimostrandosi, per l’ennesima volta, l’autentica bestia nera della Robur quando si tratta di conquistare il passaggio al turno successivo di qualche competizione.

Pesaro, tecnicamente inferiore, riparte da dove aveva concluso l’ultimo match casalingo con Modena, ovvero con Muresan schiacciatrice e Moreno Pino opposto: Pistola spera, così, di dare maggior sicurezza alla sua squadra.

Ed in parte, il coach biancorosso, ha ragione perché la Robur, nell’abbrivio di partita,  tiene testa alle ospiti fino al 12 pari. Da qui in poi, causa due marchiani errori arbitrali (un tocco inesistente fischiato al muro di Pesaro e un’invasione, altrettanto inesistente, della Gibbemeyer su un palleggio della Weiss – ndr), sono emersi tutti i limiti caratteriali della KGS che, via via, si è squagliata come neve al sole al cospetto di una Bergamo ordinata e ben disposta in campo.

Il secondo parziale è un piccolo capolavoro delle ospiti che cominciano, piano piano, a imbrigliare il gioco di Tirozzi e compagne: la KGS ha un sussulto solo in avvio di set quando recupera dall’8-5 al 9-9 ma poi è un crescendo rossiniano della Foppa che, grazie a Di Iulio e Diouf (in particolare) in attacco, e a tutta la squadra (in generale) che rasenta la perfezione in tutti i fondamentali, impedendo ogni contrattacco alle padrone di casa.

Nel terzo set, Pistola rispolvera Chirichella in vece di Gibbemeyer e il cambio sembra dare frutti immediati visto che Pesaro parte forte (6-3): Lavarini corre ai ripari sostituendo la Di Iulio con Klisura ma ciò sembra non bastare e allora è ancora la classe arbitrale a fare da ago della bilancia, sporcando la bella vittoria della Foppa: e così da un ipotetico 12-6 si passa al reale 12-10 per le padrone di casa (non vista una “doppia” clamorosa della Klisura e fischiati, a Pesaro, quattro tocchi quando ai più, tranne alla coppia arbitrale, era parso che il muro biancoblù avesse toccato l’attacco biancorosso – ndr). Ma questa volta, Tirozzi e compagne, sembrano essere più forti delle avversità e continuano a macinare gioco, volando a più 4 (17-13) con un attacco dal centro della Manzano e, addirittura, a più 5 (21-16) grazie a una “doppia” della Crimes. Ma, improvvisamente, la luce in casa biancorossa si spegne: Bergamo, sorniona, punto su punto (e con un parziale di 6-1) impatta sul 22-22. Pesaro ha ancora la possibilità di chiudere ma spreca l’occasione (24-23). Possibilità che invece non si lascia scappare la Foppapedretti che grazie a un attacco della Diouf e a un errore della Tirozzi in attacco chiude parziale, contesa e, molto probabilmente, la qualificazione alle final four.

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La Foppapedretti continua la sua splendida stagione e ipoteca il passaggio alle final four di Coppa Italia grazie al rotondo successo in quel di Pesaro.

Coach Lavarini è soddisfatto e ne ha ben donde…

“Sono contento per la prestazione delle ragazze. Abbiamo giocato un ottimo secondo set che ha fatto seguito al buon primo parziale. Nel terzo, abbiamo sofferto il ritorno di Pesaro che ha dominato per gran parte della frazione per poi fermarsi sul più bello, consentendoci di rientrare e portare a casa l’intera posta. Questa partita ci dà fiducia e ci permette di riscattare la partita persa con Chieri dove non abbiamo giocato come sappiamo, al di là della qualità delle ragazze di Salvagni, alternando momenti buoni ed altri meno. Quel match ci ha fatto capire che ancora abbiamo tanto da imparare e dobbiamo ancora crescere molto anche se è stata una bella lezione che, molto probabilmente, è servita in questa partita, soprattutto nell’ultimo set”.

Qualificazione praticamente conquistata…

“Ci andrei cauto perché Pesaro, soprattutto in trasferta, ha sempre dimostrato di potersela giocare con tutti. E’ evidente che se avessero vinto la terza frazione sarebbe stato diverso e più complicato per noi. Così com’è evidente che il risultato è pesante e sarei bugiardo nel non affermare che ora l’ago della bilancia pende a nostro favore. Ma nella pallavolo nulla è scontato e, come detto, Pesaro ha le qualità per ribaltare il risultato, soprattutto in trasferta dove sembra esprimersi meglio”.

In campionato aveva steccato ma in questi Quarti di finale si è riscattata alla grande: stiamo parlando di Valentina Diouf protagonista, insieme alla Di Iulio, di una partita eccellente, condita da 21 punti, 3 muri e un decoroso 43% in attacco.

“La sconfitta con Chieri ci è pesata molto perché la squadra torinese è stata l’unica che ci ha battuto anche all’andata. Quindi dovevamo riscattarci immediatamente e, credo, che l’abbiamo fatto nel miglior modo possibile. Pesaro? Squadra molto aggressiva e lo ha dimostrato soprattutto nel terzo set: per la gara di ritorno, nonostante il risultato, non starei comunque tranquilla”.

E’ rimasta impressa nella mente di tutti la perfezione rasentata nel secondo set.

“Abbiamo studiato la KGS nei minimi dettagli e credo che si sia visto. Abbiamo messo in pratica quanto preparato a tavolino”.

E tu, dopo la non brillante prestazione nella gara di campionato giocata qui a Pesaro, ti sei ripresa alla grande…

“Sì, diciamo che dovevo riscattarmi personalmente dal match giocato in campionato in cui non avevo trovato soluzioni buone. Questa volta, ho preso la mia rivincita…”.

Coach Pistola.

“La differenza evidente è stata l’asse muro-difesa di Bergamo in cui siamo puntualmente andati a sbattere e ciò non ci ha permesso di trovare il giusto ritmo in attacco. Di contro, loro hanno diverse soluzioni in attacco che ha permesso alle bergamasche di trovare quasi sempre soluzioni vincenti. Gli errori arbitrali? Ci hanno sottratto qualche punto ma non è stato questo aspetto a determinare l’esito della partita…”.

Ma sul 21-16 cos’è successo?

“Ad un certo punto si è spenta la luce. Tre o quattro attacchi non forzati, qualche battuta lenta sulla Merlo: tutte sbavature che una squadra della caratura di Bergamo non ti perdona”.

Peccati di gioventù o cos’altro?

“Qualche giocatrice deve ancora maturare e queste partite servono proprio a farti capire che se non cresci resterai sempre un’atleta che fa cose buone a metà”.

Perse tutte le speranze o…

“Nello sport può succedere di tutto… E’ certo che il valore dell’avversario è di qualità e se loro ripeteranno la prestazione di questa partita è praticamente impossibile…”.

Anche se Pesaro, stranamente, le migliori prestazioni le fa fuori casa…

“Noi andremo per vincere, altrimenti non partiremmo per niente…”.

Chi sta ritrovando fiducia in se stessa è Elisa Manzano…

“Avrei voluto fare molto di più in attacco. Venivo da buone prestazioni ma in questa partita non sono riuscita ad esprimermi al meglio… Purtroppo, siamo sempre partite bene a inizio set ma non siamo state costanti e ciò non ci ha permesso di ottenere un risultato positivo”.

Ad un certo punto del terzo set avete finito la benzina. Come mai?

“Domanda da un milione di dollari – risponde la veneta – Neanche noi abbiamo una spiegazione per questi black out che ci capitano durante le partite. Abbiamo giocato molto bene fino al ventunesimo punto e poi ci siamo smarrite: non so cosa dire…”.

Tutto finito?

“Non direi! Siamo entrate in Coppa quando pochi addetti ai lavori ci credevano e adesso vogliamo continuare almeno a sperare di potercela fare. Ce la giocheremo anche se sappiamo che il campo di Bergamo non è dei più facili per compiere delle imprese”.

Però, nonostante la sconfitta, è bello rivederti in campo da titolare e, soprattutto, sorridente. Una giocatrice ritrovata…

“Non fa piacere a nessuno stare in panchina – ammette Elisa – Sto lavorando intensamente per cercare di meritarmi, partita dopo partita, il posto da titolare. Adesso speriamo che anche la squadra cresca così da evitare questi cali di tensione che compromettono i set e le partite”.

Fabrizio Bontà

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