Pesaro in casa soffre, Chieri sorride..

Scritto da on feb 7th, 2013 e archiviato sotto la categoria News, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

bologna pesaro   053Kgs Pesaro – Duck Farm Chieri Torino 1-3 (25-22; 16-25; 22-25; 24-26)

KGS PESARO: Signorile, Muresan 3, Chirichella 3, Moreno Pino 28, Tirozzi 13, Gibbemeyer 6; De Gennaro (L), Valpiani, Manzano 3, Dekani 2. N.e.: Lestini. All. Pistola.

DUCK FARM CHIERI TORINO: Vindevoghel 16, Borgogno 6, Fabris 17, Piccinini 16, Fernandez 14, Bechis 1; Sirressi (L), Frigo, Ravetta, Vietti, Zauri. N.e.: Gennari. All.: Salvagni.

ARBITRI: Gnani e Bellini.

Kgs: battute sbagliate 8; battute vincenti 1; ricezione 70% (prf. 54%); attacco 31%; errori 22; muri 11.

Duck Farm: battute sbagliate 12; battute vincenti 2; ricezione 65% (prf. 49%); attacco 36%; errori 23; muri 12.

PESARO – E dire che la domenica, per i colori biancorossi, era cominciata nel migliore dei modi: nuovi striscioni per Signorile e Chirichella (per la napoletana, addirittura un nuovo fans club personale – ndr), un premio alla Gibbemeyer per essere risultata il miglior centrale del girone d’andata… Peccato, poi, che il campo non sia stato altrettanto ricco di soddisfazioni: la KGS, tolto il primo set, è praticamente rimasta negli spogliatoi, concedendo 3 punti a una Duck Farm che ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo.

Torino parte subito bene (5-2)  e, addirittura, scappa nella parte centrale del primo parziale (12-7). Ma Tirozzi e compagne, pur con qualche difficoltà inusuale in difesa, non mollano la presa e, con un muro della Gibbemeyer sulla Piccinini, impattano sul 17 pari. Da questo momento in poi, si va avanti punto a punto, e nel momento decisivo del set, la Kgs trova la zampata giusta (il sigillo lo apporrà Moreno Pino), e si porta in vantaggio.

Seconda frazione in cui ti aspetti Pesaro che riprenda da dove a lasciato e invece, commettendo gli stessi errori casalinghi passati, si smarrisce e Torino ne approfitta dall’alto della sua classe: prima è la Fernandez in battuta a creare subito una piccola voragine (11-6), poi prosegue con attacchi precisi a cui Pesaro non riesce a far fronte (21-13) e chiude il parziale con un muro della Fernandez su una Muresan non pervenuta.

Terzo set con Torino che sembra in crescita e subito padrona del campo (16-12). Pistola si gioca tutte le carte a disposizione, inserendo Manzano (forse tardivamente – ndr), Dekani e Valpiani al posto di un’impalpabile Muresan, un’opaca Chirichella e una Signorile calata dopo un ottimo avvio.

I cambi sembrano sortire gli effetti sperati: con un parziale di 4-0 si passa dal 15-21 al 19-21 e per ben due volte, Pesaro, ha la possibilità di portarsi a -1 (sul 21-23) ma è la Sirressi, con due difese eccezionali, a negare questa opportunità alle biancorosse “chiudendo” di fatto, in favore delle ospiti, anche il terzo parziale.

Sembra più equilibrato l’ultimo set: si procede, punto a punto, fino all’11 pari poi le ragazze di Salvagni mettono il turbo. L’ottimo asse muro-difesa e attacchi mirati portano la Duck Farm, con un parziale di 8-2, sul 19-13. Ma Pesaro non ci sta e, nonostante la Dekani debba abbandonare la contesa per una distorsione alla caviglia, piazza un parziale di 5-1 e riapre la contesa (20-22). Torino spreca due match point (dal 22-24 al 24-24) ma recupera immediatamente sfruttando un muro-fuori di Manzano e chiude il match con un attacco, da posto 3, di Borgogno.

Che dire? Pesaro continua a soffrire quando si deve esibire tra le mura amiche e Pistola, a fine match, se la prenderà con alcune sue giocatrici un po’ svagate durante gli allenamenti settimanali.

Dall’altra parte della rete, nonostante qualche difficoltà economica, il campo dà risposte soddisfacenti: nonostante la Guiggi abbia deciso di abbandonare la nave c’è una certa Fabris che ha sostituito più che degnamente la Ravetta, ferma per un infortunio, facendo dormire sonni tranquilli, in chiave play off, a coach Salvagni.

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Tra problemi economici, Società che falliscono e punti che vengono tolti alle squadre virtuose (in sfregio a qualsiasi regola sportiva – ndr), il volley femminile prova anche a far parlare il campo (quello che dovrebbe essere l’unico, vero, giudice di ogni competizione sportiva – ndr) e la Duck Farm Chieri Torino espugna, con il minimo sforzo, il taraflex di Pesaro diventato ormai terra di conquista, quasi, per chiunque…

Il primo a concedersi ai microfoni è il coach piemontese, Francois Salvagni.

“Siamo partite molto bene nel primo set ma, come spesso ci accade, improvvisamente si è spenta la luce. Abbiamo avuto addirittura l’attacco per andare sul 16-10 ma poi ci siamo smarrite, commettendo sciocchezze in serie, ‘impreziosite’ da un fallo di formazione. Chiaramente Pesaro, squadra coriacea e ben organizzata, non è stata a guardare e ne ha approfittato. Nel prosieguo del match, nonostante avessimo commesso troppi errori, abbiamo preso le misure alla Kgs, bloccandola a muro, eccezion fatta per un’immarcabile Moreno Pino. E, anche se non abbiamo disputato una partita memorabile, siamo riusciti ad aggiudicarci l’intera posta”.

Nonostante l’ottima prestazione della Fabris, quanto può incidere l’assenza della Ravetta?

“Anche se per noi, la Ravetta, è un terminale importante, devo riconoscere i meriti, e l’importanza, che la Fabris ha nell’economia del nostro gioco. Purtroppo per lei ha davanti a sé Monica (Ravetta – ndr) che è veramente forte, ma si è sempre fatta trovare pronta quando ho avuto bisogno del suo apporto. E visto che parliamo delle singole, vorrei spendere due parole anche per la Vindevoghel (16 punti e 41% e 3 muri – ndr), fondamentale per il successo ottenuto in questa partita”.

 

Nel frattempo, arriva un accigliato Andrea Pistola: perdere certe partite, per un cultore del lavoro qual è, gli fanno passare notti insonni…

“Partita brutta soprattutto dal punto di vista mentale. Tatticamente abbiamo commesso un sacco di errori, direi che c’è poco da salvare da questo match…”.

Da salvare solo Kenny Moreno… Hanno ben bloccato le centrali e quando le due schiacciatrici, nei primi due set, mettono a terra solo 5 punti in due, diventa tutto più complicato…

“Abbiamo delle giocatrici incapaci di capire, a volte, come si sta in campo – è la dura sentenza del coach biancorosso – La partita è lo specchio dell’allenamento e, alcune di loro, nella settimana appena conclusa, non si sono allenate come si conviene a delle professioniste… Inoltre, non abbiamo in organico delle fuoriclasse in grado di cambiare il corso delle partite: quindi chi ha sbagliato questa settimana, mi auguro che abbia la capacità di capire che solo in allenamento si acquisiscono certi movimenti tecnici per poter tenere bene il campo”.

Inutile indugiare sui nomi: Pistola non li farebbe neanche sotto tortura ma il messaggio arriverà chiaro a chi di dovere… Ci interessa, invece, sapere le condizioni della Lestini…

“Sta progredendo gradatamente anche se ancora è lontana da una forma giusta per darci una mano. E poi non la caricherei di troppe responsabilità visto che, per lei, sarebbe l’esordio nella massima serie…”.

Perché l’ingresso della Manzano così tardivo?

“In settimana mi sembrava di aver visto Gibbemeyer e Chirichella più in palla, e io sono sempre molto attento alle indicazioni che mi arrivano sia dagli allenamenti che dalle amichevoli. Poi il campo ha dato un responso diverso e così ho inserito la Manzano, anche se i problemi di questa partita non sono venuti solo dalle centrali…”.

Chiosa finale per la top scorer della serata, Kenny Moreno Pino, tornata a livelli stratosferici (28 punti; 48% in attacco e due muri – ndr).

“Non so cosa dire perché sono delusa: sinceramente mi aspettavo un esito diverso. Forse la pausa così lunga non ci ha giovato e loro ci hanno limitato in tutti i nostri attacchi”.

Ma perché questi continui alti e bassi e questa sofferenza costante tra le mura amiche?

“Penso che quando vivi in una famiglia che ha tutte le attenzioni per te, aumentano le responsabilità e la paura di sbagliare… Ma dobbiamo invertire la rotta e imparare a giocare con più scioltezza e tranquillità perché abbiamo dalla nostra un pubblico meraviglioso che ci sostiene a prescindere. Inoltre dobbiamo recuperare anche i punti che ci hanno sottratto dal fallimento di Crema e Modena: questo deve essere uno stimolo a far meglio e non il contrario…”.

Di certo, l’All Star Game ci ha restituito una Moreno Pino al top…

“Sì, e spero di non fermarmi perché adesso sto bene. Voglio continuare ad allenarmi con questa intensità perché poi i risultati si vedono durante le partite. Ma la gioia personale non si coniuga con quella della squadra: preferirei fare meno punti ma vedere la Kgs sempre vittoriosa…”.

Fabrizio Bontà

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