F4 Champions League – Guidetti vince la sfida “fraterna” con Barbolini

Scritto da on mar 10th, 2013 e archiviato sotto la categoria Coppe. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

gscecModena contro Modena, Guidetti contro Barbolini. Sfida tutta regionale che si conclude con l’accesso in finale del Vakifbank che “liquida” il Galatasaray per 3-0. Un match che è molto di più dei soli tre set giocati, con Lo Bianco e compagne che hanno avuto in mano il primo set, una vera battaglia, hanno subito nel secondo, si sono riprese nel terzo, ma senza dare mai la sensazione che potessero ribaltare la gara. Certo, il 18-13 per il GS della prima frazione lasciava presagire una gara più intensa, ma Brakocevic e Godze in primis hanno preso per mano la squadra portandola alla vittoria. La differenza è stata la troviamo nell’ottima battuta (primo fondamentale aggressivo) del Vaki  insieme alla correlazione muro-difesa, mentre il Galatasaray ha mostrato quella discontinuità di gioco che sembra esserci (per quanto si possa valutare ciò vedendo le partite in streaming e poco live) sin da inizio stagione, con Lo Bianco che macina km, troppo dipendente da Calderon, con Ozosy che è calata ed il resto della squadra poco visibile. La squadra di Guidetti ha messo in mostra una organizzazione di gioco ben equilibrata, certo ha le sue individualità, ma nel complesso si vede una squadra (molto bene la coppa centrale di Guidetti), mentre le “Cimbon” non sono sembrate amalgamate al meglio, considerando poi il fatto che probabilmente accedere di diritto alla F4 non è stato, per il gioco, una vera fortuna.

Vakifbank contro Rabita si prospetta una gara veramente da scintille, anche se serviranno una Naz e una Glinka migliori rispetto alla semifinale, con la carta Kimura da poter giocare; la potenza in attacco del Rabita non si discute, ma se la squadra viene messa sotto pressione, è meno efficace.

Per quanto riguarda il Galatasaray, la voglia di fare bella figura in casa propria può essere una spinta in più, come far vedere che c’è qualcosa di più di quello che hanno mostrato, con Gioli in prima fila.

Cristina Gatti – Foto Cev

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