F4 Coppa Italia – Villa Cortese: “Volli, fortissimamente volli”..

Scritto da on mar 17th, 2013 e archiviato sotto la categoria Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

villaUNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO –MC CARNAGHI VILLA CORTESE 2-3 (21-25; 25-23; 22-25; 25-19; 11-15)

Si alza il sipario sulla 35a edizione della Coppa Italia di A1, non prima di aver “tifato” tutti insieme, dimenticando campanilismi e colore di maglia, per Sara Anzanello. Prima semifinale, derby familiare tra la Mc Carnaghi Villa Cortese e la Unendo Yamamay Busto Arsizio conclusosi al tie break con la vittoria della squadra di Mr Chiappafreddo. Le cortesine entrano in campo con il giusto atteggiamento, aggressive, sfacciate, mostrano subito i denti e la voglia di portare a casa la finale; le bustocche non iniziano con il piede giusto, sbagliano parecchio e non riescono ad impostare una manovra di gioco pungente. Una sfida a viso aperto, in cui Villa si dimostra più costante nel gioco e più concentrata, merita ampiamente la vittoria con una buona gestione dell’errore (20 contro i 32 delle farfalle), nonostante non sia esente da momenti di calo e fatica in prima linea. Dal canto suo Busto recupera una partita per i capelli, probabilmente un 2-0 avrebbe stroncato le farfalle, capaci comunque, pur inseguendo, di reagire e allungare la gara.

Senza troppi giri di parole siamo dell’idea che Busto abbia per certi versi gettato alle ortiche la gara, che non significa togliere i meriti a Villa, anzi, ma sottolineare come le potenzialità della squadra siano rimaste inespresse e, forse, non gestite al meglio. Si vince e si perde come gruppo, e se evidenziamo la fatica in ricezione, una regia con alti e bassi e una prima linea fallosa (note positive le centrali) non possiamo non esprimere alcuni dubbi che esulano dalla squadra. Gestione delle palleggiatrici: Lloyd arriva da poche settimane di allenamenti, ha giocato due gare in coppa non ancora pronta nonostante abbia mostrato chi è, così come nella gara odierna, palla in mano fa quello che vuole, ma al momento ha ancora, ed è normale, qualche limite, quindi si poteva utilizzare diversamente Caracuta (entrata a freddo nel finale di terzo set, probabilmente tardi). Francesca Marcon: un piccolo infortunio alla caviglia che sembra non abbia pregiudicato il suo stare in campo, poi tolta e reinserita, forse, tardivamente; e Cisky, nell’ economia del gioco in seconda linea della Uyba, è preziosa. Ed infine, mistero tra i misteri, il non utilizzo di Faucette. Da che ne sappiamo la schiacciatrice Usa fisicamente non ha problemi, quindi sorge spontaneo chiedersi il perchè, in alcuni ed evidenti momenti di difficoltà offensiva, non sia stata gettata nelle mischia.

Anche la Mc Carnaghi non ha, di fatto, espresso tutto quello di cui è capace, parlando di individualità: Bosettina sotto i suoi standard di gioco, (ed un elemento come lei in gare così importanti dovrebbe essere più incisiva), Folie non ha giocato la sua miglior partita, poco servita si, ma anche non brillante a muro; Barun gioie e dolori, alterna momenti di buon gioco ad altri in cui non punge, così come Klineman, anche se la statunitense è determinante nei momenti che contanto. Di contro troviamo una Rondon che si assetta su un alto livello di gioco, alla luce di quanto sopra gestisce bene le compagne, tra tutte una Garzaro autrice di una prestazione maiuscola. Villa ha avuto parecchi problemi durante la stagione, che ne hanno pregiudicato in parte la continuità di gioco, ma in questa semifinale, in cui oltre ai buoni spunti tecnici si è vista, come dirà Chiappafreddo in conferenza stampa, una buona tenuta mentale, la squadra è stata capace di uscire dalla fossa che a tratti si è creata, ha tirato fuori il carattere e la maggior voglia di vincere, due componenti che possono fare la differenza. La finale contro Piacenza non sarà affatto facile, anche perchè alla guida della squadra avversaria c’è l’ ex allenatore cortesino che conosce sicuramente bene Villa, ma se, tutte le giocatrici si “muoveranno all’ unisono”, uscirà una finale davvero interessante.

Cristina Gatti – Foto Riccardo Giuliani

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