Final 4 Coppa Italia – Piacenza alza il muro, Bergamo non passa..

Scritto da on mar 17th, 2013 e archiviato sotto la categoria Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

piacenzaFoppapedretti Bergamo-Rebecchi Nordmeccanica Piacenza 1-3 (19-25, 25-19, 14-25, 19-25)

La Rebecchi Nordmeccanica Piacenza è la seconda finalista della 35a Coppa Italia di A1 femminile, a fronte della vittoria sulla Foppapedretti Bergamo: una gara che ha mostrato momenti di alto livello di gioco, soprattutto in casa piacentina, ma anche la Foppa, ha onorato il campo mostrando buoni colpi e una difesa che a tratti ha fatto da padrona. Piglio aggressivo per la Rebecchi in avvio con una Ferretti che giostra bene le compagne, pochi errori al contrario della avversarie (6 per la Foppa, 1 solo al servizio per Piacenza), ma, si ma, le orobiche non mollano mai e così è stato con un secondo parziale che vede Blagojevic trascinare la squadra: la Rebecchi rientra in partita, cerca di colmare il gap a muro, ma 9 errori sono veramente tanti per cercare di girare il set. Nel prosieguo le piacentine offrono una prova magistrale in attacco (terzo set) e a muro (quarta frazione), mentre Bergamo, pur tenendo bene in seconda linea, fatica a costruire una manovra che possa impensierire le avversarie.

Bergamo sente sicuramente la mancanza di Diouf e risente di una Weiss spesso prevedibile e poco fantasiosa, si esalta in seconda linea, ma è la fase offensiva che non porta sicurezza e punti; anche a muro non ha inciso (6 muri a fronte dei 19 delle avversarie) e a questo proposito inserire Devetag avrebbe potuto essere un tentativo in più a fronte delle statistiche di rendimento che vedono la centrale rimasta in panchina essere più efficacie rispetto a Zambelli, che si è però ben distinta con la sua fast, al contrario di Crimes poco devastante e non servita al meglio. Le bande tentano di tenere a galla la baracca, mancano i punti dell’ opposto, Merlo purtroppo non può attaccare.. In sostanza la Foppa arriva a giocarsi una semifinale non al top della condizione, ma è anche vero che sono emersi forse quei limiti che l’ entusiasmo e il carattere, caratteristiche rivelatesi fondamentali, hanno per certi versi coperto: considerando però l’assenza dell’ opposto titolare, ha fatto il massimo conquistandosi meritatamente sul campo questa F4,  qualche rammarico per come è stata giocata la semifinale, lottando, forse, meno del solito, ma crediamo che tutto l’ambiente bergamasco sia consapevole di aver trovato sulla propria strada una squadra più forte. Davide ha fatto vedere al mondo che si può diventare Golia, se si hanno fondamenta solide ed il marchio Foppapedretti è come fosse un tatuaggio sulla pelle.

Per quanto riguarda Piacenza una prova veramente maiuscola, figlia di una ritrovata continuità di gioco e di una tenuta mentale propria di una grande squadra, certo non esente da momenti di calo e qualche distrazione di troppo,  ma che ha trovato un punto di forza nella pazienza che è servita per rigiocare palloni risultati poi determinanti. Ferretti, una delle migliori in campo, mostra qualità come poche hanno in regia, non tanto nella continuità di rendimento ma proprio nella gestione delle compagne, mandate tutte in doppia cifra, ed aeccezione (non in negativo) di una Leggeri forse poco servita.. Ma, quando chiudi con l’ 83%, significa che tutto quello che tocchi, poco che sia, lo fai diventare oro. Le bande sono autrici di una prova di carattere, Meijners risulta sottotono in prima linea rispetto alle media delle compagne ed a tratti anche Turlea sbaglia qualcosa di troppo, risultando comunque preziosa quando conta. Sansonna tornata ai livelli che le competono, Guiggi e Bosetti le migliori (con l’alzatrice): tenuta mentale e tanta sostanza per due giocatrici che si stanno rivelando punti di riferimento in squadra. Il tutto condito (senza nulla togliere al fatto che Piacenza ha conquistato la F4 con Mazzanti alla guida) da un allenatore che sa il fatto suo e ha fatto tornare quella serenità, forse un pò persa per strada, che serve alla squadra per puntare, ora più che mai, in alto.

Cristina Gatti – Foto Riccardo Giuliani

 

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