Al Pala Mondolce derby amaro per Urbino..Vince Pesaro..[Con commenti posto partita]

Scritto da on mar 26th, 2013 e archiviato sotto la categoria Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

1Chateau D’Ax – Kgs Pesaro 1-3 (23-25; 24-26; 25-19; 18-25)

CHATEAU D’Ax URBINO: Van Hecke 12, Negrini 11, Crisanti 13, Dall’Igna 3, Petrauskaite 11, Dugandzic 7; Croce (L), Santini 4, Partenio, Gentili, Angelelli. N.e.: Giombetti (L), Leggs. All.: Radogna.

KGS PESARO: Manzano 11, Moreno Pino 24, Tirozzi 11, Gibbemeyer 14, Signorile 1, Muresan 12; De Gennaro (L), Valpiani, Dekani 1. N.e.: Lestini, Chirichella. All.: Pistola.

ARBITRI: Piersanti e Bartoloni.

Chateau D’Ax: battute sbagliate 12; battute vincenti 4; ricezione 72% (prf. 49%); attacco 30%; errori 20; muri 7.

Kgs: battute sbagliate 11; battute vincenti 1; ricezione 75% (prf. 52%); attacco 38%; errori 30; muri 15.

URBINO – Al cospetto di un “PalaMondolce” quasi “sold out” (sfiorate le duemila presenze nonostante la presenza di “mamma Rai”), la Kgs ottiene una vittoria di forza in un derby combattuto e vietato ai deboli di cuore.

Il match è sempre stato in equilibrio ed è stato quasi sempre deciso nelle battute finali, eccezion fatta per il secondo set dove la Kgs ha compiuto un mezzo miracolo, complice anche la troppa sicurezza delle padrone di casa.

Ma andiamo per ordine: nel primo parziale si procede punto a punto fino al 21-19 per Pesaro (Moreno Pino sfrutta un rigore a porta vuota grazie ad un assist involontario della Van Hecke – ndr). Ma Urbino è in partita e, grazie ad un attacco della Petrauskaite, impatta a quota 22. E in questa fase delicata del set sale in cattedra un’incostante Gibbemeyer (a sua giustificazione un ginocchio ballerino che non le consente di allenarsi con regolarità – ndr) che con due muri di fila porta la Kgs in vantaggio.

E arriviamo alla seconda frazione, quella più intensa, più bella e, sicuramente, anche decisiva ai fini del risultato finale.

Sembra un parziale segnato già in avvio: la Chateau D’Ax ha una partenza a razzo (Pistola, sul 5-13, ha già bruciato i due time out discrezionali – ndr) grazie a difese attente e ad attacchi mirati. Il coach biancorosso non sa più che pesci pigliare anche perché la panchina non offre cambi all’altezza. Prova a giocarsi la carta-Dekani al posto di una Tirozzi un po’ appannata e, questo, sarà forse il cambio decisivo perché l’ungherese, appena entrata, piazza una buona ricezione e un punto che tiene a galla Pesaro. La Tirozzi si riposa, e quando rientra in battuta, piazza un mini break che non fa perdere le speranze alle ospiti (da 8-16 a 11-16 – ndr).

Ma Crisanti (buono il suo rientro dopo l’infortunio – ndr) e compagne sembrano ancora padrone del set e si tengono a debita distanza (21-15). Ma la Kgs non ci sta e, come l’acqua che a furia di sbattere contro lo scoglio lo leviga, arriva a -3 (20-23) prima che una strana decisione arbitrale (dubbio fallo di formazione fischiato alle feltresche – ndr) fermi il gioco per qualche minuto, “aiutando”, indirettamente, proprio chi insegue perché, nonostante alla ripresa Urbino si porti sul 24-21, la luce, per le padrone di casa, si spegne: due muri consecutivi di Pesaro (Gibbemeyer e Signorile – ndr) e un attacco preciso, in parallela, della Moreno Pino impattano la contesa; Muresan e un ace di capitan Tirozzi  portano la Kgs, incredibilmente, sul 2-0.

Ti aspetti che dopo questa mazzata memorabile, la Chateau D’Ax crolli di schianto e, invece, sostenuta dai “Fedelissimi”, Urbino ha ancora la forza di rialzarsi nella terza frazione: il match procede punto a punto fino al 17 pari. Pesaro diventa fallosa in attacco e Radogna indovina il cambio, inserendo Santini al posto di Van Hecke. Risultato finale: con un parziale di 8-2, Crisanti e compagne tentano di dare un senso a questo derby.

Quarto set in cui Radogna si gioca anche la carta Gentili in vece di Dugandzic, non al meglio della condizione, in posto 3. Ma Pesaro, nonostante la battuta d’arresto della frazione precedente, fiuta il sangue come uno squalo e prende subito 4 punti di vantaggio in abbrivio di parziale (8-4 al primo time out tecnico) che difenderà fino alla fine (diventeranno 7 a chiusura del match – ndr) e chiuderà la contesa tra gli abbracci de I Balusch festanti e chiassosi.

In tempi di vacche magre, anche vincere un derby, può valere una stagione…

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Cade l’ultimo pallone di questo vibrante derby (muro di Gibbemeyer – ndr) e il “PalaMondolce” esplode di grida e urla festanti di colore biancorosso: Pesaro “vendica” il derby dell’andata e lo fa nel modo più cinico possibile, strappando un secondo set che pareva ormai indirizzato verso le padrone di casa.

Derby che Urbino dimostra di soffrire, soprattutto tra le mura amiche, visto che da quando i confronti sono nella massima serie non è mai riuscita a vincerne uno in casa (due, invece, le vittorie in “trasferta” – ndr).

Tra le feltresche, al termine del match, c’è un  fuggi-fuggi generale: solo coach Radogna e capitan Crisanti si concedono ai cronisti.

Partiamo dall’allenatore.

“Sono rammaricato per come abbiamo concluso i primi due set. Clamoroso quanto accaduto nel secondo, dove abbiamo gettato alle ortiche la possibilità di pareggiare. Onore al merito a Pesaro che ci ha creduto fino in fondo ma noi abbiamo fatto di tutto per non vincerlo…”.

Le ha provate tutte pur di invertire il risultato di questo derby, con gli inserimenti di Partenio, Gentili e Santini, che non ha demeritato, ma non è servito a nulla.

“Van Hecke non riusciva a darsi pace per non aver chiuso il secondo set e così ho dovuto sostituirla perché ha accusato psicologicamente questo errore. Ho dovuto adattare la Santini in questo ruolo perché non abbiamo altri opposti ma ha fatto bene e, questa, è una delle poche note liete della serata”.

Che peso avrà questa sconfitta nel prosieguo della stagione?

“Non dobbiamo dimenticarci quale doveva essere il nostro ruolo: siamo partiti con ambizioni diverse rispetto alle passate stagioni e quando sono arrivato io la squadra era penultima in classifica. Nonostante le rinunce di Crema e Modena ci saremmo salvate ugualmente perché ora abbiamo una classifica dignitosa al di là delle disgrazie altrui. Quindi l’obiettivo primario è stato centrato. Ora vedremo cosa ci diranno i play off, considerando che tutto ciò che otterremo, d’ora in poi, sarà un di più“.

Il microfono a capitan Crisanti.

“Beh, essendo la prima partita dopo il brutto infortunio, devo confessare che ero un po’ emozionata. Ma mi sono ripresa subito e adesso ci sono!”

Veniamo alla partita…

“La chiave di volta del match credo sia stato il secondo set: non si può perdere in quella maniera dopo averlo sempre condotto con larghi vantaggi. Nella terza frazione ci siamo riprese ma non è bastato… Sono molto amareggiata ma vedremo di riscattarci subito dal prossimo incontro”.

Ma com’è possibile perdere un set in quel modo?

“Troppa sicurezza? Non direi: io considererei anche i meriti di Pesaro che ci ha sempre creduto. Sono state molto brave loro a non perdersi e noi non siamo state abbastanza fredde per chiuderlo”.

Una sconfitta del genere avrà ripercussioni negative?

“Non credo. Anzi, ci dovrà servire, in futuro, per non commettere più certi errori”.

Dall’altra parte della rete si respira tutt’altra aria: si fa fatica a strappare le ragazze da I Balusch festanti. Ma il volley è bello anche per questo!

Tra le migliori in campo una ritrovata Elisa Manzano.

“Mah, avrei potuto fare meglio a muro – esordisce la centrale veneta – La Negrini mi ha ‘martorizzato’ con i mani-fuori… Sono contenta, invece, della mia prestazione in attacco”.

Ma, al di là di tutto, abbiamo rivisto una Manzano in splendida forma…

“Mi sono sempre allenata duramente anche quando giocavo poco. Poi, certo, c’era il rammarico per non riuscire ad aiutare la squadra. Adesso però sto bene sia fisicamente che moralmente e, credo, si veda”.

Secondo set che entrerà nella storia…

“Secondo me, Urbino era sicura di averlo già in tasca. Noi, invece, abbiamo avuto il merito di crederci fino in fondo”.

Un’altra protagonista del match è sicuramente stata Noemi Signorile, capace di giostrare al meglio gli attacchi delle biancorosse. Lei dice che…

“…abbiamo vendicato il derby dell’andata! – esordisce con un sorriso radioso – E questa vittoria ci servirà per prepararci al meglio per Giaveno e per i play off”.

Cerchiamo il pelo nell’uovo: com’è possibile dopo aver vinto il secondo set in quel modo, non chiudere immediatamente il match?

“Perché siamo fatte così! Non abbiamo ancora la continuità necessaria per ‘ammazzare’ le partite. Non possiamo mai mollare e dobbiamo dare sempre il 100% per ottenere un risultato soddisfacente. Adesso però godiamoci questa vittoria, consapevoli che solo il lavoro potrà farci eliminare questi black out”.

Chiusura finale con il coach biancorosso, Andrea Pistola.

“Questa partita doveva servirci ad entrare nella giusta mentalità per i play off: dobbiamo abituarci a lottare per degli obiettivi e gli stimoli dati da questo derby ci torneranno utili in futuro”.

Avete vendicato il derby dell’andata con il capolavoro compiuto nel secondo parziale.

“Dal punto di vista mentale abbiamo risposto molto bene dopo un avvio disastroso di set. Abbiamo avuto il grande merito di crederci fino in fondo, creando delle situazioni di gioco che hanno messo in difficoltà le nostre avversarie. E la Tirozzi, in battuta, ha fatto la differenza…”.

E proprio la Tirozzi, da capitano vero, si è caricata la squadra sulle spalle nel momento più delicato della partita…

“Sì, ma non la scopriamo certo ora. L’ho fatta uscire per rifiatare un po’ e devo dire che anche la Dekani ha fatto la sua parte perché ci ha permesso di rimanere attaccati ad Urbino, prima che Valentina rientrasse e spaccasse il set in nostro favore”.

Fabrizio Bontà

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