Piacenza cinica contro Pesaro e vola in semifinale..

Scritto da on apr 21st, 2013 e archiviato sotto la categoria Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

kgs_piacenza_157 [Ph Danilo Billi]KGS – REBECCHI 0-3 (19-25; 22-25; 15-25)

KGS PESARO: Muresan 5, Chirichella 4, Moreno Pino 21, Tirozzi 9, Manzano 6, Signorile; De Gennaro (L), Valpiani. N.e.: Lestini, Dekani. All.: Pistola.

REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA: Ferretti 2, Meijners 13, Leggeri 9, Turlea 12, Bosetti L. 10, Guiggi 10; Sansonna (L), Valeriano, Radenkovic. N.e.: Secolo, Nicolini. All.: Caprara.

ARBITRI: Vagni e Oranelli.

KGS: battute sbagliate 7; battute vincenti 2; ricezione 67% (prf. 39%); attacco 41%; errori 21; muri 4.

REBECCHI NORDMECCANICA: battute sbagliate 5; battute vincenti 4; ricezione 62% (prf. 26%); attacco 49%; errori 11; muri 7.

PESARO – “Sed lex, dura lex” recita un vecchio adagio latino e per Pesaro si è rivelato letale perché Piacenza, come si poteva immaginare, non poteva giocare per due volte di fila al di sotto delle proprie potenzialità.

E infatti, Leggeri e compagne partono subito a spron battuto mettendo a nudo tutti i limiti emersi in stagione delle biancorosse, orfane della centrale Gibbemeyer, infortunatasi alla caviglia destra negli ultimi minuti dell’allenamento del giorno prima. E l’assenza dell’americana, oltre a incidere sul gioco delle ragazze di Pistola, ha una ripercussione anche a livello psicologico: perché la Kgs sembra smarrita almeno fino a metà del primo parziale. Poi, come al solito in quest’ultima fase della stagione, è capitan Tirozzi, in battuta, a riavvicinare la sua squadra alle ospiti (da 7-12 a 14-16); ma, dall’altra parte della rete, sull’asse della spina dorsale di una squadra di volley, libero-palleggiatore (in questo caso Sansonna-Ferretti – ndr), la Rebecchi riprende il largo dopo un time out provvidenziale di Caprara e si porta in vantaggio con un ace sporco di Turlea.

Anche il secondo set è speculare al primo: in un amen le piacentine volano sul +5 (8-3) grazie a tutti i fondamentali che rasentano la perfezione. Come nel parziale precedente, la Rebecchi usa molto i pallonetti che mandano in cortocircuito la difesa della KGS. Ma Pesaro, ferita nell’orgoglio oltre che nell’organico, ha un sussulto verso la metà della frazione: e con un parziale di 7-2 si passa da 7-12 a 14 pari (attacco di Chirichella su errore in ricezione di Mijners – ndr). Ma è la stessa Maijners che si riscatta in battuta: dal suo turno, unito a belle giocate delle compagne sempre orchestrate magistralmente da Ferretti, Piacenza riprende a macinare gioco e si riporta sul +4 (22-18), costringendo Pistola a bruciare i due time out discrezionale in un battibaleno. La “sosta” sembra rinfrancare le padrone di casa che si riportano sotto (21-23) ma una dubbia decisione arbitrale (per i più, un attacco delle biancorosse aveva toccato il taraflex mentre l’arbitro ha visto la mano della Bosetti tra la palla e il campo – ndr) porta Piacenza sul 24 e ci pensa ancora Turlea a mettere il sigillo sul secondo parziale.

La partita termina praticamente qua anche se, paradossalmente in avvio, è Pesaro a passare per la prima volta in vantaggio addirittura di due lunghezze (2-0). Ma si tratta di fuoco fatuo: perché la Rebecchi impatta subito, desiderosa com’è di non dare chance alle avversarie ferite. Due ace di capitan Leggeri portano al doppio vantaggio le ragazze di Caprara (5-3) e Pesaro fa il resto, sbagliando tutto quanto possibile, soprattutto in attacco (8-4) poggiato, in maniera troppo scontata, su Moreno Pino. Piacenza ha fretta di chiudere: varia il gioco in attacco, difende alla grande e il risultato ne è una conseguenza naturale. Poco conta l’ultimo errore di Moreno Pino che spara fuori l’ultimo attacco che spalanca le semifinali alle emiliane.

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PESARO – E’ calato il sipario sulla stagione della KGS Pesaro. Stagione che definire travagliata è dire poco, così come per tutto il movimento del volley in rosa. La Società biancorossa ha il grande merito, dall’alto della sua serietà costruita e costituita da Dirigenti che hanno calcato i parquet polverosi e stretti della serie C, di aver adempiuto a tutti gli impegni presi, a cominciare dal pagamento degli stipendi alle giocatrici…

Adesso è già domani, e qualche giocatrice si è lasciata andare ad un pianto che, crediamo, non sia legato solo alla netta sconfitta, con conseguente eliminazione, rimediata contro Piacenza.

Con capitan Tirozzi, autrice di un finale di stagione da incorniciare, analizziamo quest’ultima partita stagionale.

“Siamo rammaricate soprattutto per il risultato: tutto volevamo tranne chiudere i play off in questo modo e con questo risultato rotondo per le nostre avversarie. Dopo la bella prestazione di Piacenza speravamo in una partita diversa e invece la tensione ci ha frenato e… fregato”.

Quanto ha inciso l’assenza di Gibbemeyer?

“Beh, tanto! Però Cristina (Chirichella – ndr) ha fatto bene la sua parte e la sostituita degnamente, come ha fatto nel corso di tutta la stagione ogni qualvolta è stata chiamata in causa. In questa partita siamo mancate di intensità: forse non ci abbiamo mai creduto sin dalla prima palla. Ed è un vero peccato perché nel corso del campionato, abbiamo dimostrato di giocarcela con tutte e quindi meritavamo un finale di stagione diverso, migliore…”

Ma è solo la tensione ad avervi frenato?

Beh, vorrei fare i complimenti a Piacenza, allenata da un grande coach. La Rebecchi non ha sbagliato praticamente nulla e noi non siamo state all’altezza della situazione: è il dispiacere più grande!”

Il microfono passa a coach Pistola non lontano dall’analisi del suo capitano.

“Dispiace essere usciti così: questo gruppo ha lavorato tanto ed è cresciuto nel corso dell’anno, togliendosi anche qualche bella soddisfazione. Però onore al merito a Piacenza che, nel corso di questa partita, ci ha sovrastato in tutti i fondamentali, meritando ampiamente il passaggio del turno”.

Ci è parso però di vedere una Pesaro dimessa…

“Più che caratteriale è stata una questione tecnica – ci tiene a sottolineare il coach biancorosso – In alcune situazione siamo riuscite anche a ricucire gli strappi che loro creavano; ma poi ripartivano dall’alto della loro classe e noi non abbiamo posto la giusta resistenza, soprattutto in attacco”.

Non è bello parlare delle assenti: ma per una squadra corta come la vostra, l’assenza della Gibbemeyer quanto ha influito?

“L’americana è una delle leader della squadra e la sua grinta ha sempre trascinato anche le compagne: la sfortuna non ci ha permesso di schierarla in una partita importante come questa ma gli infortuni fanno parte del gioco e bisogna accettarli”.

Finita la stagione è il momento dei bilanci definitivi.

“Direi positivo sotto tutti i punti di vista: ci siamo salvate, abbiamo ottenuto delle vittorie di prestigio, abbiamo creato un gruppo giovane che ha ancora margini di miglioramento. Siamo mancate solo all’atto finale ma solo nel risultato”. Si congeda così Pistola. La speranza è di poter continuare il lavoro iniziato anche nel prossimo campionato: il contratto c’è, speriamo ci sia anche la Società…

Dall’altra parte della rete si respira tutta un’altra atmosfera: la semifinale è stata raggiunta e, dopo lo spauracchio dell’andata, la Rebecchi ha messo in campo tutta la propria artiglieria, spazzando via la KGS senza repliche.

Questa l’analisi di Stefania Sansonna, tra le migliori in campo.

“Abbiamo giocato una buona partita, agevolate, per la verità, anche dalle battute della KGS che non sono state irresistibili e ci hanno permesso una buona distribuzione di gioco. Noi abbiamo giocato in maniera più attenta rispetto all’andata. Di contro, ho visto una Pesaro più remissiva: sono sincera, mi aspettavo una partita più tirata”.

Quale pensi siano state le cause, oltre naturalmente alla vostra classe superiore?

“Questo è l’aspetto sicuramente più importante: le due Società hanno costruito due squadre con obiettivi diversi e il campo, in questa partita, lo ha dimostrato. L’asssenza di Gibbemeyer? Potrebbe aver inciso ma fino ad un certo punto poiché le centrali, nell’economia del gioco di una squadra, non incidono poi così tanto”.

Ma in questa partita, rispetto all’andata, sono emerse tutte le differenze tra le due squadre…

“Ok, però non è perché si è più forti si deve obbligatoriamente vincere sempre per 3-0. Dall’altra parte della rete ci sono squadre che giocano a pallavolo, ci tengono a vincere e a fare bella figura, e Pesaro l’ha dimostrato nella gara d’andata”.

Altra protagonista assoluta, l’ex di turno, Francesca Ferretti.

“Tutta la squadra ha giocato molto bene! – esordisce l’emiliana – Siamo state brave a partire subito forte, evitando le loro difese e contrattacchi che sono state l’arma di Pesaro per tutta la stagione e che ci avevano parecchio infastidito in gara 1”.

E questa determinazione vi ha permesso di chiudere in fretta la contesa.

“I play off sono molto lunghi ed intensi e non puoi permetterti di prolungare oltre le contese che puoi vincere: così quando ti capita l’occasione devi chiudere senza indugi”.

Un pensiero su Pesaro?

“Ha disputato una bella stagione, togliendosi anche la soddisfazione di battere qualche grande. Direi che la Società e i tifosi possano essere orgogliosi di questa squadra”.

Fabrizio Bontà 

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