UK VOLLEYBALL: QUALE “LEGACY” DOPO LONDRA?

Scritto da on mag 17th, 2013 e archiviato sotto la categoria Campionati Esteri, Nazionale, Notizie. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

IMG_1017Poco meno di un anno fa, tutta la Gran Bretagna si è fatta contagiare dalla passione per la pallavolo femminile. Moltissime persone, la maggior parte di queste non solo non “addette ai lavori”, ma completamente a digiuno di ogni minima idea anche delle regole del gioco, si sono scoperte appassionate di questo sport che, nell’Isola di Sua Maestà, non è mai riuscito a sfondare completamente.

Si era parlato del successo clamoroso, con la “Earl’s Court Exhibition Centre” presa d’assalto, tutte le partite sold out e anche i mezzi d’informazione che iniziavano a chiedersi se potesse essere quella, finalmente, la grande occasione per il volley di sfondare anche da queste parti.

Si sono sprecate lodi e si è parlato della “legacy” delle Olimpiadi, dell’eredità dei Giochi che non sarebbe mai dovuta andare sprecata.

Purtroppo, tutto questo sembra essere andato perduto in brevissimo tempo, perchè già in dicembre, sul quotidiano “Herald Scotland”, si leggeva che i fondi per la preparazione delle Olimpiadi di Rio 2016, erano già ridotti al lumicino, dopo le spese ingenti sostenute per la creazione di un team per le Olimpiadi domestiche. Nonostante la GB abbia dimostrato di poter competere con le migliori squadre al mondo, nonostante tutte le giocatrici parte del “Team GB” giochino all’estero, sembra addirittura a rischio la partecipazione di un nuovo “Team GB” in Brasile.

Perchè?

Anzitutto perchè giocare a volley, in UK, non è un vero e proprio lavoro; ho avuto la fortuna di assistere di persona al derby di Edimburgo tra le due squadre della capitale scozzese, che competono nel campionato domestico, Edinburgh City e Jets. La sfida si è svolta nella palestra di una scuola superiore, tra due squadre che avevano una due giocatrici da ruotare, l’altra nessuna, senza il libero perchè la titolare dell’Edinburgh City aveva cambiato lavoro e non le era stato possibile chiedere il permesso per giocare il match, in programma sabato in tarda mattinata. L’unica “legacy” lasciata dalle Olimpiadi di Londra, al mio occhio italiano abituato a ben altri scenari, era il logo sulle bandierine dei giudici di linea. Le ragazze in campo si sono impegnate, c’erano anche alcune nazionali scozzesi, ma il livello ovviamente era più simile ad un campetto amatoriale che ad una sfida valida per il massimo torneo nazionale.

L’impatto col volley, ma anche con la SVA, la federazione, è stato abbastanza difficile; gli uffici della federazione sono ospitati in un edificio universitario, gli addetti stampa ragazzi giovani e inesperti, la sensazione generale, purtroppo, di assoluto dilettantismo.

Le risorse a disposizione sono così limitate che addirittura i giocatori devono pagare per partecipare al campionato; il costo degli affitti di una palestra è salito a £ 4mila l’anno e gli atleti sono costretti ad allenarsi in palestre senza strutture adatte, in molti casi dovendo dividere il campo con altre squadre per dividere le spese di gestione.

In tutto questo scenario, purtroppo tutt’altro che positivo, si può – e si vuole – vedere una luce in fondo al tunnel nelle immagini presenti sul quotidiano gratuito “Metro”: il giovane principe Harry che gioca a sitting volley (con il pallone del campionato italiano!) durante la sua visita negli Stati Uniti, con veterani disabili americani in occasione dei “Warriors Game”. Anche Metro torna a parlare della famosa legacy, si torna almeno a puntare lo sguardo di nuovo sul volley. Speriamo che anche questa volta non vada sprecata l’occasione, il fuoco acceso a Londra non merita di esaurirsi in meno di una stagione.

Matteo Mangiarotti

Devi essere loggato per scrivere un commento Login

Tutti i loghi e marchi in questo sito sono di proprietà dei rispettivi proprietari.
I commenti sono di proprietà dei rispettivi autori. Ogni abuso sarà perseguito ai termini di legge.
Sono vietate le COPIE anche parziali delle parti scritte, di ogni parte grafica comprese le foto e i filmati

Vivovolley è una testata giornalista, registrata presso il Tribunale di Milano (n. 331 del 22/10/2014)
Online dal 2006 © Vivovolley.net - Direttore: Avv. Rossana Foglia | Per Contattare VivoVolley Clicca Qui

© 2007-2017 Powered by Francesco Langiulli | Get Sport Media