Andrea Sala: “Sogno una chiamata per le Olimpiadi”

Scritto da on nov 21st, 2013 e archiviato sotto la categoria Interviste, Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

Sala3Dopo cinque giornate il 69° Campionato Italiano di Pallavolo Maschile di serie A1 fa la sua prima sosta per dar spazio alla Nazionale allenata da Mauro Berruto. Gli azzurri sono impegnati nella Grand Champions Cup in Giappone, che terminerà il 24 novembre. Questa breve pausa ha dato modo agli atleti, che non fanno parte delle varie nazionali, di lavorare per prepararsi al meglio per gli impegni futuri.

Abbiamo approfittato di questi giorni, un po’ meno frenetici, per fare una lunga e piacevole chiacchierata con il capitano di Casa Modena, Andrea Sala! Oltre ad essere un grandissimo giocatore, con un palmares invidiabile, Andrea è sposato con Elisa, è padre di due figli (Lorenzo e Joele) ed è un ragazzo dal cuore grande… E’ un po’ l’amico che tutti vorrebbero avere! 

Intervista di Ilaria Chippari – Foto Marco Marengo e http://www.pallavolomodena.com/

Come ti sei avvicinato al mondo della pallavolo… A quanti anni hai cominciato a giocare? 

“Ho iniziato tardi a giocare a pallavolo… Prima giocavo a calcio! All’età di 16 anni mi sono accorto che questo ambiente non mi piaceva più, c’era troppa invidia e competizione malsana! Un giorno dei miei amici mi hanno invitato a ad andare con loro in palestra con la promessa che dopo saremmo andati a berci una birra e così ho fatto… Da quel giorno con la scusa della birra ci sono andato sempre più spesso finché non è diventata la mia passione!” 

Nel 2001, all’età di 23 anni, ti trasferisci a Trento per esordire in serie A1 allenato da Bruno Bagnoli… Cosa ti ricordi di quell’anno? 

“Mi sentivo molto imbranato… Sono stato catapultato in un ambiente tutto nuovo per me: ero il più giovane della squadra, arrivavo da una B1 e non avevo fatto nessuna esperienza intermedia… E in più quell’anno ero andato a convivere con Elisa, che poi sarebbe diventata mia moglie, e dopo 4 mesi lei è rimasta incinta! E’ stato un anno molto intenso e molto bello… Sono stato contento che un allenatore come Bruno mi abbia scelto e abbia creduto in me! Con lui mi sono trovato molto bene, oltre ad essere un ottimo allenatore è anche una grandissima persona e questo mi ha sicuramente aiutato… La novità principale per me quell’anno era la professionalità ma lo spirito in palestra fatto di amicizia, di lealtà e di gente che prova ad aiutarsi non era cambiato… Ed è questo quello che mi è sempre piaciuto della pallavolo!”

Nel 2003 ti trasferisci a Cuneo dove trovi Andrea Anastasi… Il quale successivamente ti convoca anche in Nazionale! E’ stato un allenatore importante per la tua carriera?

“Sì… Con Andrea ho fatto tanto, quell’anno arrivavo a Cuneo da un’operazione alla spalla e lui ha creduto comunque in me… Abbiamo fatto tante cose insieme! Nel 2008 sono rimasto fuori dal gruppo dalla Nazionale per le Olimpiadi di Pechino ma con lui ho superato qualsiasi tipo di problema… Certo è rimasta la delusione da atleta! Andrea ha il pregio di tenere degli ottimi rapporti con tutti i giocatori.”

L’anno successivo ti sposti dall’altra parte della penisola… Vai a Vibo Valentia, alla Tonno Callipo, che faceva il suo esordio in A1… Che esperienza è stata? 

“E’ stata la mia prima volta da titolare fisso… Anche se avevo giocato tanto anche gli altri anni, lì ero stato preso proprio per stare in campo! E’ stato un anno meraviglioso, abbiamo fatto cose eccezionali dal punto di vista sportivo: la finale di Coppa Italia contro la Sisley Treviso, che nessuno credeva potessimo arrivare a farla, siamo arrivati ai playoff… Insomma una serie di cose che ricordo con molto piacere!

Anche dal punto di vista professionale è stato un anno molto esaltante con dei compagni di squadra che ai tempi erano pressoché sconosciuti, a parte il capitano Simone Rosalba… Ad esempio c’era Renato Felizardo che nessuno conosceva ma che poi si rivelato un centrale di fama mondiale… William Priddy che dopo quattro anni ha vinto le Olimpiadi con gli Usa! Insomma da un gruppo di sconosciuti ne è uscita una squadra di grandi giocatori!” 

Dopo Vibo ti stabilisci per quattro stagioni a Montichiari e ne diventi anche la bandiera… 

“Quella di andare a Montichiari è stata una scelta fortemente voluta da me perché credevo molto in quella società, sapevo che era una società seria con alle spalle un progetto valido. Sono stati quattro anni veramente molto belli della mia vita… Ho avuto a che fare con un Presidente che era “particolare”, era tanto eccentrico quanto riusciva a trasmetterti affetto… Poi un anno mi ricordo che il Team Manager era scappato in Russia per più soldi e il Presidente ci chiese, a noi giocatori, di dare una mano ad organizzare le trasferte!

E’ stata una parte della mia carriera che mi ha fatto crescere tantissimo e che ricordo con molto piacere” 

SalaNegli anni in cui sei a Montichiari, nel 2007, arriva anche la tua prima convocazione in Nazionale… E’ stata più una sorpresa o te l’aspettavi? 

“E’ stata una cosa assolutamente inaspettata… La mia prima convocazione è arrivata d’estate per allenarmi un po’ con la Nazionale maggiore in vista dei  Giochi del Mediterraneo e delle Universiadi! Per farti capire quanto inaspettata fosse posso dirti che a luglio avevo organizzato il mio matrimonio con Elisa… E quindi non ho potuto partecipare alle Universiadi… La mia famiglia è più importante!! E’ stata un’esperienza bellissima, che per fortuna è proseguita per molti anni… A cui ho dato tutto perché ci credevo molto!” 

Nel 2009 torni a Trento, unico atleta in assoluto ad esser stato richiamato dalla società, e con una formazione stellare ha vinto tutto quello che si può vincere! Come è stato? 

“Ho sempre detto che a Trento facevo fondamentalmente il tifoso e non il giocatore…!! Sono molto lusingato dal fatto di essere l’unico atleta ad esser stato richiamato dalla società… Questo vuol dire che oltre ad essere cresciuto tanto tecnicamente come giocatore avevo lasciato un segno come persona!

La cosa che personalmente mi piace di più è lasciare un ricordo positivo in tutti i luoghi dove vado… Trento è sicuramente il mio fiore all’occhiello! In quella squadra ho dato tanto come persona e anche come giocatore…” 

Nel 2011 lasci Trento per approdare a Modena, la tua squadra… Cosa ti ha portato a questa decisione? 

“Allora… Si era creata una situazione dove io ero ancora sotto contratto con Trento e potevo assolutamente rimanere ma loro avevano già contattato un altro centrale e quindi non sapevo quanto spazio avrei avuto. Modena mi ha cercato, il presidente Da  Re mi ha spiegato il suo progetto e la sua volontà di vincere lo scudetto… Tra le mie qualità c’è quella di essere molto ambizioso, quella di mettermi sempre in gioco e cercare nuove sfide e quindi… Mi sono detto perché no?! Se sono forte come penso posso vincere anche in un’altra squadra! Ancora adesso se sono a Modena è perché voglio portare a termine questo progetto… Mi devo dare una mossa perché gli anni passano inesorabili!! 

Il tuo passaggio da Trento a Modena è coinciso anche con la mancata convocazione in Nazionale da parte di Mauro Berruto… Quanto ti ha fatto male questa sua decisione?

“E’ stata una situazione molto particolare… Con Mauro ci siamo sentiti, abbiamo parlato molto, lui mi disse di volermi far riposare almeno per la World League per poi ripartire per il progetto olimpico… Io mi ero reso comunque disponibile a far tutto per me non era un problema anche partir subito! Poi le cose sono un po’ capitolate, sono state gestite in una maniera che a me non è molto piaciuta… Poi ognuno è libero di fare le scelte che vuole! Ci sono rimasto male più per il modo che per l’esclusione… Non mi meritavo questo trattamento proprio per la persona che sono!

Comunque… Non è questo che distrugge un uomo! Non ho fatto e non voglio far polemica perché l’allenatore è lui e sceglie lui chi portare in Nazionale!” 

Oltre alla tua carriera sei riuscito anche a costruire una bellissima famiglia… Elisa, tua moglie, e due figli Lorenzo e Joele.. 

“Elisa oltre ad essere la donna della mia vita è anche il  mio portafortuna… Nell’anno in cui sono andato a vivere con lei è iniziata la mia carriera in serie A a Trento! Da quando ho conosciuto lei è iniziato tutto e spero non finisca mai…” 

Che papà e che marito credi di essere? Dal momento che il tuo lavoro ti porta a viaggiare spesso come passi il tempo con loro? 

“Questa domanda dovresti farla ad Elisa… Sono una papà e un marito atipico, negli anni di Trento e delle Nazionale la mia presenza in casa era veramente poca; è stato un periodo difficile, la lontananza crea danno alla famiglia e al rapporto di coppia… In una famiglia tutti i componenti devono essere sempre presenti! Credo di essere un papà che poi in estate recupera tutto il tempo perduto, gioco tantissimo con i bambini… La mia vita è tutta un gioco… Alla fine Lorenzo e Joele mi vedono come un fratellone grandissimo! Poi quando serve sono anche un papà severo, tengo molto alla loro educazione!

Come marito penso di essere premuroso e leale… Ma dovresti chiedere ad Elisa!!” 

Se uno dei tuoi figli decidesse di seguire le tue orme… Che consigli gli daresti? 

“Allora… Questa è la discussione numero uno in casa mia! Lorenzo gioca a pallavolo da tre anni e ci crede veramente tantissimo… Poi è inevitabile perché avendo l’esempio in casa, fantastica sempre sulle squadre in cui vorrebbe giocare! Io cerco di farli capire che non è una cosa così scontata arrivare ad alti livelli e soprattutto non è facile! Parliamoci chiaro chissà quanti tesserati ci sono in Italia… Se poi guardiamo quanti italiani giocano nelle nostre squadre di serie A… Insomma è molto difficile!

E’ complicato farli capire che deve innanzitutto studiare… Poi vede suo padre che di mestiere va in palestra a giocare… Quindi capisci che non è cosa facile! Se dovesse riuscire a realizzare questo sogno sarei veramente molto felice per lui perché è un bellissimo ambiente in cui crescere… Sempre se la pallavolo riesce sopravvivere a questa crisi! 

Nella seconda giornata di campionato avete giocato contro la Sir Safety Perugia, in quella settimana il capitano Goran Vujevic ha perso prematuramente il figlio di soli 5 anni, da uomo e da padre come hai vissuto quel minuto di silenzio e quella partita? 

“Avevo la pelle d’oca… Come fai a capire una cosa del genere… Vederlo nell’altro campo con in braccio l’altra figlia… Mi viene la voce tremolante al solo ricordo! Noi siamo dei professionisti, quando c’è da giocare bisogna farlo… Forse è anche un modo per cercare di uscire, per quanto sia possibile, dal dolore che si prova! Io ho vissuto una situazione simile con la morte di mio padre, subito dopo il funerale sono dovuto andare in aeroporto per partire per Doha per il Mondiale per Club con Trento!

Quella sera ho visto Goran come sarei io se dovessi perdere uno dei miei figli… con gli occhi senza luce!” 

Sala1Cambiamo discorso… Sei un’atleta di 35 anni, chi sono stati i tuoi esempi… A chi ti ispiravi? 

“Sai che io sono uno che di miti non è ho mai avuti… Ho sempre cercato di cogliere il meglio da ogni mio compagno di squadra! Per il meglio intendo sia a livello tecnico, osservandoli durante gli allenamenti, sia guardando come riuscivano ad uscire da un momento difficile di gioco e di vita.

Ho imparato molto di più da persone che, per assurdo, sono sconosciute alla pallavolo italiana perché non essendo così forti si sono dovuti impegnare di più mentalmente e fisicamente rispetto a quelli più dotati!

Non ho mai pensato di diventare come Bernardi… O come Gardini… Quando ho avuto l’occasione di conoscerli nel privato mi sono accorto di quanta attenzione riuscivano a mettere in ogni singolo particolare… E mi sono detto: se lo fa lui lo posso fare anch’io! Ad esempio quando vedevo Andrea Gardini pensavo “questo è uno che in palestra si fa un culo…” e infatti è così!!

Una persona sul campo da pallavolo dimostra quello che è veramente… Non si mente, il campo è la realtà… Perché si possono provare mille emozioni: gioia, tristezza, difficoltà, esaltazione… Si possono osservare tutti i modi di reazione di una persona!” 

Tu… Essendo il capitano a Modena, come ti comporti rispetto ai compagni più giovani?

 “Dal punto di vista pallavolistico sono una persona riservata, penso che ci sia l’allenatore per dare consigli tecnici… Io parlo con i miei compagni di squadra come con degli amici! Quest’anno si è creato un bel gruppo, ci troviamo molto bene… Riusciamo a dirci tutte le cose in faccia in maniera tranquilla senza nessun tipo di problema!

Quando uno prova mille volte a fare qualcosa che non gli riesce viene lo sconforto… Ecco in quel caso io cerco di alleviarlo,  perché l’ho provato anch’io… E ancora molte cose dopo vent’anni non riesco a farle come vorrei!”

Ormai siamo alla quinta giornata… Come vedi il Campionato di quest’anno? Con quali prospettive vedi il cammino della tua squadra, Modena? 

“Sicuramente sarà un Campionato molto equilibrato soprattutto per quanto riguarda la fascia bassa e medio-alta della classifica! Ci sono alcune squadre, come dimostrano i risultati, che riescono a vincere bene una partita e quella dopo la perdono molto male… Sarà un campionato dove tutti faranno tanti punti e sarà difficile arrivare in buone posizioni per poi andare avanti nei momenti che contano come nei playoff e in Coppa Italia! Come qualità d’organico Macerata e Piacenza sono sicuramente sulla carta un gradino sopra le altre… Tutte le altre squadre, come noi, Cuneo, Perugia, Trento… Sono più o meno allo stesso livello!

Proprio per questo il campionato per Modena sarà molto molto difficile… Non bisogna dare nulla per scontato… Se riusciamo a portare in campo quello che facciamo in palestra possiamo far davvero bene… Speriamo!!” 

Avete cambiato il palleggiatore quest’anno… Michele Baranowicz si è trasferito a Macerata e da voi è arrivato Lukas Kampa, come ti trovi con lui? 

“Mi fa morire… E’ un tedesco! E’ bravo, molto preciso… A volte è troppo esigente con sè stesso, si prende colpe che spesso non ha e le rimugina dentro… Sembra una persona tutta d’un pezzo, poi quando sorride riempie il cielo!

E’ un ragazzo con il quale spesso è difficile parlare perché è molto riservato e introverso, lui preferisce osservare… Ma è stato messo in camera con me per le trasferte… Quindi ci lavoro ancora qualche giorno, lo italianizzo un po’… Così poi è perfetto!!” 

Quali sono i momenti della tua carriera che ricordi con maggior gioia? 

“Sono fortunato ricordo con gioia quasi tutti i momenti della mia vita… Sicuramente tutte le vittorie… Per me ogni partita vinta è un po’ come vincere lo scudetto! Con tutta la fatica che si fa’ ogni domenica… Il bello è festeggiare!

Poi ci sono state delle partite più importanti di altre, quando la posta in palio è più alta la soddisfazione è ancora più grande!

Sono una persona fortunata, non un giocatore, perché sono riuscito ad arrivare al mio sogno di quando ero bambino… E me lo ricordo bene che questo era il mio sogno, quindi lo vivo tutti i giorni in maniera molto intensa! 

sala3Sei riuscito a mantenere delle amicizie con alcuni compagni di squadra che magari adesso non vedi così spesso? 

“Ho tantissimi amici nella pallavolo, quasi tutti compagni con cui ho giocato… Sono una persona molto semplice che va d’accordo quasi con tutti! Certo, è complicato portarle avanti perché c’è chi gioca all’estero, chi è impegnato con la Nazionale, chi ha la famiglia… Ogniuno ha la sua vita! Sono molto amico con Felizardo, Matthew Anderson, Suxho… Ne ho tantissimi! Persone che venivano regolarmente a casa mia a mangiare e che ancora adesso quando ci troviamo è come se non ci fossimo mai persi… Poi magari sono due anni che non ci sentiamo! Chiaramente sono amicizie speciali, non sono come quelle nel paesino in cui ti vedi tutti i giorni e a volte non sai neanche cosa dire… Noi quando ci vediamo recuperiamo tutto il tempo perso! 

Come vedi il tuo futuro? Credi di poter rimanere a Modena indipendentemente dalla pallavolo? 

“Ehh… Non lo so!! Quest’anno sto cercando di costruire qualcosa per cercare di organizzare il mio futuro… Però bho! Quando giochi a pallavolo la tua testa da settembre a fine stagione è occupata da quello… Almeno io non riesco a pensare ad altro! Sicuramente mi piacerebbe rimanere nel mondo sportivo… Sto organizzando dei camp estivi per bambini per portarli in montagna a giocare con me… Ma non so se sarà un lavoro, per il momento lo faccio con un’associazione no-profit! Ad ogni fine stagione la mia vita è un punto di domanda… Spesso con la mia famiglia ho organizzato di comprare una casa e alla fine ci abbiamo dormito otto notti in dieci anni! A Modena ho aperto un negozio con mia moglie, mi piacerebbe tanto che lavorasse lei tutta la vita così io posso dedicarmi ai miei hobby… Glielo dico sempre… Così io posso fare il mammo!

Sicuramente non voglio fare l’allenatore di pallavolo di serie A… Non ne sono capace, me lo sento!”

 E un sogno nel cassetto…?

“Un sogno nel cassetto… Fare le Olimpiadi! Ci sto ancora provando… Se Berruto ha voglia di chiamarmi… Io sono pronto! Se non dovessi riuscire a farle come pallavolista potrei provarci in un altro sport… Non so golf, ping pong… Oppure chiedo la nazionalità in una piccolo Paese così magari riesco ad entrare in squadra!” 

Ultima cosa… Mi lasci il tuo ricordo di Vigor Bovolenta? 

“Con lui ho fatto tutta la preparazione pre Olimpica per Pechino, ma l’ho conoscevo già prima… Abbiamo passato tante giornate insieme, era una persona molto solare, che metteva allegria… Una bella persona! Anche Federica Lisi è una persona stupenda e così anche i loro i figli… Purtroppo queste cose succedono e quando accadono sconvolgono tutti! Vigor era una persona speciale… Ho dei bellissimi ricordi delle tante serate insieme! La cosa favolosa è che non ho nessun brutto ricordo… Ed è proprio questo che ho detto a mia moglie quando è morto… “Anch’io voglio lasciare gli stessi ricordi che lui ha lasciato a me”… Questo vuol dire essere una gran bella persona!”

 

 

Devi essere loggato per scrivere un commento Login

Tutti i loghi e marchi in questo sito sono di proprietà dei rispettivi proprietari.
I commenti sono di proprietà dei rispettivi autori. Ogni abuso sarà perseguito ai termini di legge.
Sono vietate le COPIE anche parziali delle parti scritte, di ogni parte grafica comprese le foto e i filmati

Vivovolley è una testata giornalista, registrata presso il Tribunale di Milano (n. 331 del 22/10/2014)
Online dal 2006 © Vivovolley.net - Direttore: Avv. Rossana Foglia | Per Contattare VivoVolley Clicca Qui

© 2007-2017 Powered by Francesco Langiulli | Get Sport Media