Foppapedretti Bergamo: le ragazze terribili

Scritto da on nov 22nd, 2013 e archiviato sotto la categoria Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

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 La copertina del Calendario 2014 che ritrae Miriam Sylla porta il titolo “La meglio gioventù”. E proprio la meglio gioventù pare che nell’ultimo decennio abbia spesso fatto tappa a Bergamo. Un esempio dei nostri giorni? Proprio Miriam Sylla e Valentina Diouf.  Ribattezzate per l’occasione “Le Ragazze Terribili”, le due schiacciatrici rossoblù sono proprio da copertina: la prima come piacevole sorpresa, la seconda come gradita conferma. E allora proviamo a metterle a confronto… Proviamo a scoprirne i segreti e le virtù che le stanno portando a macinare punti. Proviamo a capire come possono essere il futuro…
Arrivata a Bergamo da campionessa d’Italia under 18 in carica, Miriam vive la realtà rossoblù da pochi mesi. Come sarà stata la sua fase di ambientamento? E Valentina, che è già tra le veterane del gruppo, come si sentirà a far ambientare le nuove arrivate? Come si sentirà ad essere considerata una veterana a soli vent’anni? Miriam: “Non ho avuto nessun tipo di difficoltà. Mi sono persa solo una volta andando a scuola i primi giorni, poi tutto bene… Non ho trovato differenza tra il vivere Bergamo e il vivere Lecco, la mia città, e non ho nemmeno trovato nessuno di antipatico! Quindi posso dire che stare qui mi piace! E’ divertente!” Valentina: “Essere considerati grandi è bello! Però c’è il risvolto della medaglia, perché hai molte più responsabilità.” Come una chioccia? V.: “Più che sentirmi chioccia e impartire consigli, le capisco. Perché ci sono passata prima di loro, quindi mi viene normale difenderle un po’…“
La prima si ritrova titolare con la maglia della Foppapedretti al suo primo anno in A1. Nemmeno nei sogni migliori poteva immaginarlo? O era tutto previsto? La seconda ha trascorso un’estate da protagonista in azzurro, praticamente al suo primo anno in seniores. Si sarà aspettata tanto spazio? M.: “Magari fosse tutto previsto! Non me lo aspettavo proprio! Ma non è che ora non mi impegni più per restare titolare.” Quanto si sente la responsabilità? M.: “Cerco di vederla nel modo meno drammatico possibile: insomma, ho 18 anni e cerco di fare il possibile dando il massimo e il meglio di me ogni volta. Una cosa del genere non ti capita tutti i giorni, quindi giusto lavorarci seriamente.” V.: “Quella in azzurro è stata una grande esperienza dal punto di vista pallavolistico. Sono migliorata molto soprattutto nelle dinamiche di gioco grazie allo spazio datomi. Un’occasione che ho cercato di sfruttare al meglio per immagazzinare esperienza. Che ora proverò a far fruttare con la maglia della Foppapedretti.”
Qual è la vostra paura più grande, nella vita e nella pallavolo? M.: “Perdere i miei genitori. Potrei morire. Mi sentirei completamente persa. E’ proprio uno dei miei incubi peggiori. Nella pallavolo invece la paura più grande è quella di farmi male e non poter più giocare.” V.: “La mia più grande paura è di non arrivare dove mi sono prefissata, sia nella vita che nella pallavolo.”
Scuola, palestra, studio, ancora palestra… Come si sopravvive? Miriam lo vive in diretta, Valentina lo ha vissuto al suo primo anno a Bergamo, per di più con i turni infrasettimanali di Champions League… M.: “Si sopravvive! Anche perché facciamo una cosa divertente. Insomma, giocare a pallavolo è la nostra passione. Non vado al patibolo! Vado in palestra, mi alleno e poi torno a casa e mi metto a studiare. E’ chiaro che come chiunque vorrei avere più tempo libero e qualche volta il pensiero di lasciare la scuola magari mi viene… Però è importante non mollare niente. Riflettendoci bene arrivi a capire quanto è importante continuare gli studi.” V.: “E’ stata dura! Però grazie alla Società e allo Staff che mi seguiva sempre, in tutti gli spostamenti in sala pesi e in palestra scarrozzandomi per la città, sono riuscita a diplomarmi e a lavorare sodo con la pallavolo. Sono felice di averlo fatto: ho dimostrato a me stessa che ce la potevo fare, pur a discapito di qualche sacrifico. Ma si può fare!”
Che cosa vi rubereste a vicenda? Miriam, oltre i centimetri naturalmente… M.: “Caspita, i centimetri mi sarebbero serviti… Però se quelli proprio non posso, direi la sfacciataggine! Mi piace questo lato del carattere di Vale.” V.: “Il salto. La naturalezza con cui si lancia in elevazione. Direi che è una sua dote innata.”
Qual è l’aspetto su cui dovete lavorare di più, in campo e fuori? Caratterialmente e come pallavolista. M.: “Mi arrabbio in 5 secondi. E non va bene. Né in campo né fuori. Direi che devo limare il carattere…” V.: “Devo migliorare sicuramente nell’aspetto dell’altalenanza, in partita per lo più. Costanza. E’ questo quello che mi serve.”
E su che cosa deve lavorare il gruppo rossoblù per crescere da qui alla fine del Campionato? M.: “Siamo forti e non ci manca niente. L’unica cosa che non abbiamo è la costanza, proprio perché siamo un gruppo giovane. Anch’io mi ci vedo nella necessità di essere più costante. Però siamo una squadra ok! Ci arriviamo!” Quindi si lotta per grandi risultati? M.: “Certo! Siamo qui per questo, mica a tirare pallette!” V.: “Sicuramente l’intesa fra tutte noi. E inoltre mai togliere il piede dall’acceleratore. Se andiamo al massimo, andiamo lontano!” Tutti avvisati: le “Ragazze Terribili” han fame di vittorie! Ufficio stampa

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