Rebecchi Nordmeccanica Piacenza inarrestabile: Ornavasso ko in tre set. Cronaca e post partita.

Scritto da on dic 2nd, 2013 e archiviato sotto la categoria Campionato, Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

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Rebecchi Nordmeccanica Piacenza – Openjobmetis Ornavasso 3-0 (25-16, 25-16, 25-20)

Mettendo a segno il settimo successo consecutivo tra Italia ed Europa, la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza si conferma capolista imbattuta: la Openjobmetis Ornavasso capitola sul taraflex del PalaBanca in tre rapidi set per mano di un avversario caparbio, ordinato e cinico.

Mister Caprara schiera la diagonale Ferretti-Van Hecke, le schiacciatrici Bosetti-Meijners, De Kruijf al centro in coppia con Manzano (titolare al posto di capitan Leggeri), Sansonna nel ruolo libero. Molto positiva la prova di Elisa Manzano, autrice tra l’altro di 4 muri punto.
Ornavasso in campo con Muresan opposta a Signorile, Ikic e Loda schiacciatrici di banda, Tasca a Chirichella centrali, Ghilardi libero

Primi due set fotocopia con le squadre appaiate nelle fasi iniziali di gioco; a ridosso del time out tecnico Piacenza prende misure e distanze alle avversarie che, inermi, riescono a fare ben poco per evitare una netta sconfitta. In parte differente l’andamento del terzo parziale per via dell’iniziale rilassamento di Piacenza (2-5) e del tentativo finale di Ornavasso di rientrare in partita (20-18, 22-20), dopo essere stata in svantaggio (19-13) per tutta la parte centrale del set. Tentativo stoppato da un’immensa Bosetti che con tre punti consecutivi (un attacco e due ace) decide di porre fine alle ostilità. Per la “Bose” nazionale a referto 10 attaccanti vincenti, 2 muri, 5 ace.
Rebecchi Nordmeccanica concreta in attacco (in doppia cifra anche De Kruijf con il 70% offensivo, Van Hecke e Manzano) e mai distratta a muro e in difesa, due armi che hanno disorientato la Openjobmetis nella ricostruzione del proprio gioco, come dimostrano le basse percentuali in attacco della squadra di mister Bellano, poco efficace anche in fase di copertura. La solidità e determinazione delle padrone di casa è riassunta in due momenti ben precisi del match: sul 20-14 del secondo set Vindevoghel rileva Ferretti e, prima che Caprara completi il doppio cambio con l’ingresso di Caracuta al posto di Van Hecke, Piacenza senza palleggiatrice in campo mette a segno due punti consecutivi con un attacco di Bosetti e un muro di De Kruijf; sul 14-11 del terzo parziale a Ornavasso non bastano cinque attacchi consecutivi per portare a casa il punto: Sansonna e compagne sono protagoniste di altrettante difese, quasi impossibili, che Van Hecke suggella con un attacco da manuale.
Il campo ha dunque emesso un verdetto inequivocabile: per Ornavasso una sconfitta da dimenticare in fretta e in cui c’è poco da salvare; per Piacenza una vittoria che certifica la propria forza e la consapevolezza di poter contare su dodici giocatrici titolari in vista di un calendario sempre più fitto: giovedì in casa contro Baku in Champions League e sabato in trasferta contro Bergamo per la sfida al vertice in Campionato.

POST PARTITA

Gianni Caprara: “Questo è un gruppo completo e unito che sa quello che deve fare in ogni momento del match. Oggi la squadra ha fatto bene, soprattutto per due set. Poi, come spesso ci capita quando siamo in vantaggio di due set a zero, nel terzo set abbiamo accusato un calo fisiologico. Ci può stare, l’importante è saperne venire fuori e questa sera la mia squadra ha dimostrato di saperlo fare. Per noi ogni partita è importante, sia che si tratti di Campionato che di Champions League”.

Cristina Chirichella: “Sapevamo che venire a giocare su questo campo sarebbe stata dura. Avevamo preparato il match studiando quali fondamentali di Piacenza andare a mettere in difficoltà, ma sin dall’inizio non siamo riuscite ad esprimere il nostro gioco. Loro hanno difeso tanto e bene e questo ci ha messo parecchio in difficoltà, soprattutto nei primi due set. Nel terzo abbiamo cercato di tenere testa al loro gioco, solo che quando abbiamo tentato il recupero era troppo tardi. Peccato, dovevamo svegliarci prima”.

Giuseppe Flace

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