Luca Vettori: “Mi Piace Appartenermi e Rimanere Me Stesso”

Scritto da on mar 24th, 2014 e archiviato sotto la categoria GetSportMedia, Interviste, Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

_DP_2374Si è appena conclusa la Regular Season del 69° Campionato di Pallavolo Maschile di Serie A, in attesa dell’inizio dei playoff che decreteranno la squadra Campione d’Italia abbiamo deciso di conoscere meglio uno dei protagonisti di questa stagione: Luca Vettori

Luca è nato a Parma il 26 aprile 1991, a soli 22 anni è già un giocatore fondamentale della sua squadra, la Copra Elior Piacenza, e una pedina importante per la Nazionale Italiana di Mauro Berruto. Seppur molto giovane ha già un palmares invidiabile, l’ultimo trofeo vinto è la Del Monte Coppa Italia il 9 marzo a Bologna contro la Sir Safety Perugia; nel weekend bolognese l’opposto della Copra ha messo a terra 36 palloni! E’ un ragazzo molto timido ed introverso che non ama stare al centro dell’attenzione ma che quando scende in campo tira fuori una classe e un’abilità nel gestire le proprie emozioni da veterano.

 Intervista di Ilaria Chippari

A che età hai cominciato a giocare? 

“Ho cominciato veramente a giocare a pallavolo a 16 anni, prima giocavo vagamente a calcio… Poi alle Scuole Medie i professori hanno notato la mia statura e hanno cercato di inserirmi nella squadra di pallavolo! Quando sono passato alle Scuole Superiori giocavo sempre a Parma, ma nulla di serio fino a che all’età di 16/17 anni decisi di andare a Piacenza, che da casa mia sono circa 40 minuti per cominciare l’attività agonistica. Ho retto questi ritmi solo una stagione perché l’ultimo anno di Liceo Classico sono tornato a giocare a Parma, ho fatto questa scelta anche perché era l’anno della maturità!”

 Nella stagione 2010-2011 entri a far parte del Club Italia a Vigna di Valle, hai passato due anni nel progetto federale, che esperienza hai vissuto?

 “E’ stato il mio primo anno fuori casa… Non ero ancora un ragazzo forte e sicuro di me! Mi sono trovato in un Campionato di alto livello con una squadra poco attrezzata composta da ragazzi giovani, abbiamo perso la maggior parte delle partite! Dal punto di vista pallavolistico è stato un anno un po’ travagliato invece dal punto di vista mio personale mi è servito molto, mi sono sbloccato e ad oggi posso dire che è stato un periodo fondamentale per la mia crescita!”

 Nella stagione 2012-2013 torni a Piacenza

 “Dopo due anni al Club Italia potevo scegliere se rimanere nel Campionato di A2 e giocare titolare oppure fare un po’ di gavetta nel Campionato di A1… Ho deciso di tornare a Piacenza e si è rivelata la scelta azzeccata! Sono stato ripagato da questa decisione perché con tanto lavoro, seppur in una squadra molto forte, ho trovato il mio spazio… Verso la fine del Campionato sono entrato parecchie volte e anche nei playoff ho dato il mio contributo giocando bene! Sono così riuscito a conquistarmi la fiducia anche di coach Berruto per la Nazionale e a ripartire a settembre con Piacenza da titolare!”

_DP_3194 L’anno scorso ti giocavi il posto da titolare con Alessandro Fei, quest’anno si è spostato al centro… Ti lasciato il suo posto?!

 “Lui mi ha aiutato tantissimo dal punto di vista tecnico durante gli allenamenti e quest’anno che a differenza di quanto si possa pensare, anche se gli ho rubato il posto, non ha mai avuto risentimenti! E’ sempre stato un ottimo compagno di squadra… Credo si possa ritenere più che soddisfatto, nella Finale di Coppa Italia ha vinto il premio come miglior giocatore!”

 Cosa vuol dire, per un giocatore giovane come te, giocare con tre personaggi come Papi, Fei e Zlatanov?

 “E’ impegnativo ma molto stimolante… Si vede la professionalità anche fuori dal campo e si possono carpire tutte le sfumature e i dettagli che fanno di questi giocatori dei fenomeni! Noi giovani abbiamo la possibilità di imparare tantissimo da loro… Di assorbire un po’ del loro talento!”

 Nel 2012 è coincisa anche la convocazione nella Nazionale maggiore di Mauro Berruto… Cosa ha significato per te?

 “E’ stato qualcosa di inaspettato! Durante tutta l’estate ho lavorato molto bene… Riuscivo a dire la mia anche in quel contesto e quindi ho maturato anche una sorta di consapevolezza interiore! Essendo buttato dentro in determinate situazioni e rispondendo bene a questo tipo di tensioni così particolari sono riuscito comunque a giocare le mie partite e questo ha fatto sì che fossi conosciuto al grande pubblico! Poi hanno creato anche un po’ il mio personaggio… Ma questo non mi appartiene tanto!”

 Questa cosa del “personaggio” ti ha più pesato o gratificato?

 “Ma… Dipende dalle volte… Diciamo che io tendo un po’ a trascurare questo punto! Mi piace appartenermi e non appartenere alle voci o a quello che si vuol far credere di me… Cioè chi vuol parlare può farlo però io preferisco star sulle mie e rimanere sempre me stesso!”

 La figura di Mauro Berruto, il mister della Nazionale, cos’ha significato e cosa significa tutt’ora?

 “Mi sento di dire che l’ho conosciuto ma non fino a fondo… E’ una persona molto riservata, d’altronde un po’ come me! Spero ci saranno tante occasioni per approfondire la nostra conoscenza e questo rapporto di rispetto. E’ un allenatore che tende a creare una sorta di distanza, anche legittima, tra giocatore e coach ma spero si assottigli sempre di più.”

_ryu201311222_0149 Cosa significa per te giocarsi il posto da titolare con Ivan Zaytsev? Lui è esattamente il tuo opposto dal punto di vista caratteriale?

 “L’anno scorso siamo stati compagni di stanza, abbiamo avuto l’occasione di conoscerci bene e c’è stata parecchia intesa tra di noi… Lo apprezzo molto sia come atleta che come persona! E’ un giocatore che da tutto e questa è una prerogativa importante per un’atleta, lui non si tira mai indietro… E’ una sfida bella tosta perché Ivan è sicuramente uno dei massimi esponenti della pallavolo mondiale! Diciamo che nel momento in cui ci sarà bisogno io entrerò però se sarò, anche solo, la sua panchina sarà per me un grande onore!”

 Agli Europei, vi siete classificati 2° e tu hai vinto il premio come miglior attaccante… Cosa ti porti dentro di questa bella esperienza?

 “E’ stato stupendo…! Abbiamo giocato tante partite ravvicinate, io pian piano sono riuscito a prendere il ritmo insieme al resto della squadra nonostante alti e bassi; nella fase a gironi eravamo arrivati secondi ma alla fine ci siamo giocati la finale contro la Russia, passando per la semifinale contro la Bulgaria che abbiamo gestito al meglio! Spero ci sia un’altra occasione per la rivincita contro i russi!”

 Come ti trovi all’interno del gruppo azzurro?

 “Siamo un gruppo molto giovane… Ho legato soprattutto con i miei coetanei come Filippo Lanza, Matteo Piano e Davide Saitta! Ai mostri sacri della nostra Nazionale credevo di avvicinarmi più lentamente invece, anche loro, si sono dimostrati molto aperti a conoscermi e mi hanno rispettato fin da subito… Mi ha fatto tanto piacere!”

 Hai un mito nella pallavolo?

 “Il primo nome che mi viene in mente è sicuramente Samuele Papi, dopo due anni che ci gioco insieme e diventato un maestro per me!”

 2014-01-26 Copra Elior Piacenza VS Casa Modena 140Qual è il complimento più bello che ti hanno fatto e la critica che ti ha più ferito?

 “Quando avevo giocato delle partite importanti rispondendo in maniera positiva, alcuni amici e compagni delle giovanili mi hanno detto di essersi emozionati nel vedermi in campo; si ritrovavano a Parma per guardare le partite, ma soprattutto per tifare per me!

Per quanto riguarda la critica, ce ne sono state soprattutto all’inizio di questa stagione… Probabilmente devo entrarci meglio nel mondo della critica, all’inizio ci rimanevo male perché, come ti dicevo prima, parlare per parlare non mi andava e quindi rispondevo poco alle interviste e cose del genere; cercavo di concentrarmi di più sul campo, sulla tecnica… Insomma di più su quello che potevo fare a livello di pallavolo! Pian pianino sono riuscito a far capire che sono una persona riservata e quindi, adesso, mi accettano anche per come sono… Poi anch’io devo e posso fare qualche passo avanti rispetto a questo mio punto del carattere ancora vacillante!

 Che ruolo ha la tua famiglia nella tua vita e nella tua carriera?

 “Ha un ruolo sicuramente importante… Loro non sono mai stati pressanti, non avevano aspettative nei miei confronti, hanno sempre cercato di farmi capire cos’era giusto per me! Mi seguono abbastanza spesso, non fanno lunghe trasferte, ma se possono vengono a vedermi e questo mi fa molto piacere!”

 Invece le tue aspettative quali erano quando hai cominciato questo percorso?

 “No… Direi di no soprattutto in maniera così veloce! Però mi ci sono trovato dentro… E’ difficile anche rispondere alla tua domanda! Ora sicuramente le mie ambizioni sono quelle di vincere qualcosa di importante e continuare con la Nazionale, anche se è un cammino che non si sa mai quanto possa continuare e fruttare.”

 Con le tue fans che tipo di rapporto hai? A fine partita vieni “sommerso” da ragazze di ogni età che ti chiedono foto e autografi… Essendo molto timido come la vivi?

 “Lo vivo con leggerezza e un po’ di distacco… A fine partita tento di firmare qualche autografo e poi svignarmela negli spogliatoi! Nel momento in cui si crea troppa confusione non mi piace… Per fortuna per le strade di Piacenza si limitano a salutarmi senza chiedermi foto! Cerco di rimanere fuori anche dai social network per mantenere la mia riservatezza e preservare la mia privacy.”

 Hai un sogno nel cassetto?

 “… Prima o poi mi piacerebbe reinventarmi e fare qualcosa di completamente diverso… Non so ancora bene cosa, quindi non chiedermelo… Però pian pianino sto percorrendo binari differenti legati a delle passioni che potrebbero, anche solo solleticarmi… E spero, non troppo tardi, di sconvolgere la mia vita e cambiare completamente fronte!”

_SF00181 Ho letto che hai una grande passione per la lettura… Ci sono dei libri ai quali sei più legato?

 “Sto esplorando diversi percorsi… Spesso, anche solo, consigliati da amici! Ad esempio in questo periodo sto leggendo delle poesie locali di Parma, uno di questi autori è Attilio Bertolucci che descrive molto bene le colline parmensi. Vado molto ad intuizioni, umore e periodi… Anche, magari, se vado in qualche luogo in trasferta mi porto un libro che parla del posto che visiterò!”

 Se non fossi diventato un campione di pallavolo… Immagino che avresti proseguito gli studi, che percorso avresti intrapreso?

 “Ero iscritto al DAMS a Roma, ma col senno di poi non mi iscriverei più lì… All’epoca l’avevo fatto per sconvolgere un po’ i miei studi umanistici che avevo fatto al Liceo Classico e pensavo di fare qualcosa di più artistico come cinema e teatro! Ora sarei indeciso perché mi affascina la letteratura straniera, quindi mi iscriverei a lingue oppure qualcosa legato all’arte… Ma ho un po’ di caos in testa! Mi interessa molto anche design…”

 Anche se sei molto giovane vivi in una squadra dove il ricordo di Vigor Bovolenta è sempre presente… E per te cosa rappresenta?

 “Ho sempre sentito tante belle storie su di lui… Anche dai ricordi di Zlaty e quindi lo vivo molto come un amico! E’ questa l’immagine che ho di Bovo, nonostante non l’abbia mai conosciuto, ho filtrato tutte le informazioni che mi sono state date in questi anni e quindi lo ricordo anch’io come una bravissima persona… Come un amico!”

 Quest’anno ci saranno i Mondiali dal 30 agosto al 21 settembre… Luca Vettori ci sarà?

“Speriamo… Si giocherà in Polonia, in un girone parecchio tosto, in una Nazione che vive la pallavolo a 360° … Dopo aver giocato in uno stadio di calcio agli Europei giocheremo in dei palazzetti enormi, con 14 mila posti a sedere… Non c’è una nazione che mi spaventa più delle altre, certo ci sarà l’emozione di ritrovare la Russia, il Brasile… Poi la Polonia che giocherà in casa! Insomma sarà una bella emozione!”

 

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