Andrea Giovi: la “Belva” di Perugia..

Scritto da on mag 4th, 2014 e archiviato sotto la categoria Interviste, Notizie, Senti chi parla, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

IMG_2563Ancora poche ore e sapremo chi è il vincitore del 69° Campionato di Pallavolo Maschile di serie A1; stasera alle 19.30 si giocherà gara 4 tra la Sir Safety Perugia e la Cucina Lube Banca Marche Macerata al PalaEvangelisti di Perugia! Attualmente siamo sul 2-1 per Macerata, quindi stasera potrebbe essere il match decisivo!Nonostante il momento di tensione che entrambe le squadre stanno vivendo, siamo riusciti a rubare un po’ di tempo ad Andrea Giovi, libero della Sir Safety Perugia e perugino doc! Da pochi giorni Mauro Berruto ha diramato le convocazioni degli atleti che prenderanno parte alla World League, Andrea è stato confermato per il quarto anno in maglia azzurra! 

E’ un ragazzo molto divertente, un giocherellone al quale piace stare in compagnia ma quando c’è da affilare le unghie non si tira indietro, non per questo a Perugia è soprannominato “belva”!

Intervista di Ilaria Chippari – Foto Lorenza Morbidoni 

A che età hai cominciato a giocare a pallavolo e come ti sei avvicinato a questo sport?

“Ero piccolo… Molto piccolo; secondo me avrò avuto 7/8 anni, facevo minivolley e mi allenavo nella palestra vicino a casa mia dove un collega di mio papà teneva i corsi  per il Cus Perugia… E quindi un po’ per comodità logistica e un po’ perché volevo cominciare a praticare uno sport… sono arrivato alla pallavolo!”

E i tuoi genitori erano contenti di questa scelta o preferivano che praticassi altro… Come il calcio?

“No… Loro mi hanno sempre lasciato abbastanza  libertà di scelta in questo ambito! Alla fine io ho sempre e solo giocato a pallavolo, non ho mai vacillato come tanti altri ragazzi che giocavano anche un po’ a calcio! Ho fatto corsi di nuoto… Ma questo sport non l’ho mai lasciato… Il primo amore non si scorda mai!!!”

Hai avuto anche la fortuna di cominciare a giocare nella tua città, a differenza di tanti altri atleti non hai dovuto fare grandi spostamenti… Anche questo ha aiutato?

“Quando ero bambino andavo da solo nella palestra vicino a casa, tant’è vero che mia mamma mi guardava dal balcone! Poi crescendo ho cambiato palestra, sempre a Perugia, ci andavo in motorino e quando gli allenamenti finivano alle 22.30… Quanto freddo e quanta acqua che ho preso in inverno!! Ma ci sono sempre andato volentieri!”

IMG_2518Hai sempre fatto il libero?

“No… Non ho sempre fatto il libero! Ad esempio al Trofeo Delle Regioni nel 1999 ero  palleggiatore, poi ho fatto lo schiacciatore… Però quando è arrivato il momento di far sul serio, dati i mezzi fisici, ho cominciato a fare il libero!

Nel 2003 esordisci in A1 a Perugia, allenato da Fefè De Giorgi.

“Sì… In quell’anno l’RPA (Umbria Volley) venne promossa in serie A1, servivano dei ragazzi giovani anche per contenere i costi e così comincia questa bella avventura! Ho passato lì due anni… Mi sembrava di essere stato catapultato in un altro pianeta, perché prima di allora per me era tutto un gioco, tutto uno scherzo e ci ho messo un po’ ad ambientarmi e a capire che quella era una cosa seria! Mi è servita tanto questa esperienza!”

Nel 2005 scendi categoria ti sposti, ma non di poco, e vai in A2 a Spoleto… Come mai questa scelta?

“In quel periodo studiavo ancora, facevo l’Università a Perugia, e non credevo che la pallavolo potesse diventare il mio lavoro… E’ venuta fuori questa offerta da parte di Spoleto e quindi ho accettato perché ero vicino a casa ed era comunque una piazza importante!

IMG_2584L’anno successivo vai a Corigliano, sempre in A2, ma è la tua prima vera e propria esperienza lontano da casa… Com’è andata?

“Ma… E’ andata bene! Certo all’inizio ti mancano un po’ gli affetti, le tue cose… Però il primo anno di Corigliano è stato un idillio, eravamo tutti ragazzi giovani… Io, Parodi, De Marchi, Corvetta! Un mix di giovani e più esperti in cui noi giovani eravamo senza freni, cani sciolti… Un gruppo fantastico e poi la promozione in A1… Completamente inaspettata! E’ stata una meraviglia quell’anno… Se chiedi a chiunque c’era ti dirà la stessa cosa… Non c’è paragone! Catapultati in un altro pianeta: sole, mare, caldo, amici, tutto che va bene… Ed eravamo a Corigliano Calabro, non a Miami!!”

I primi successi personali arrivano nel 2008 quando torni in A1 con la maglia della Lube Macerata, allenato ancora da Fefè De Giorgi e fai il secondo libero perché il primo era Mirko Corsano!?

“Quell’anno ho deciso di andar via da Corigliano perché purtroppo c’erano un po’ di problemi economici e quindi quando arrivò la proposta da Macerata non ci pensai due volte! Fu un anno molto importante perché pur giocando molto poco, l’avere davanti Mirko fu come disputare una stagione da titolare! Per me era un esempio da seguire…! Anche Fefè fu molto importante per la mia carriera, mi fece esordire a in A1 a Perugia, mi rivolle a Macerata e poi nel 2011 anche a San Giustino!”

Dopo Macerata nel 2010 vai a Latina e nel 2011 a San Giustino fino ad arrivare ad oggi che sei tornato a casa a Perugia… Scelta di cuore o altro?

“Quando sono andato via da Latina per tornare a casa l’Umbria Volley (la vecchia RPA) aveva cambiato sede trasferendosi a San Giustino… e lì ho detto ‘Non giocherò mai a casa mia’; dopo i due anni qui e la chiusura del Club per problemi finanziari la Sir Safety Perugia venne promossa in A1 e quello è stato un segno del destino… Non potevo andare a giocare da un’altra parte! Ci sono state diverse offerte, sempre in Italia, ma io volevo giocare nella mia città!! E devo dire che si sta rivelando la scelta giusta!” 

Nel 2009, quando giocavi a Macerata, hai avuto la possibilità di andare ai Giochi del Mediterraneo con la maglia azzurra… Che emozioni hai provato?

“Quando mi hanno convocato è stata una figata, bellissimo…! Per il Coni i Giochi Del Mediterraneo vengono dopo le Olimpiadi, è una manifestazione molto importante! E’ stata una bellissima esperienza, non me l’aspettavo perché quell’anno avevo giocato davvero poco… Quell’edizione era in Italia con la finale a Pescara e noi abbiamo vinto la medaglia d’oro! Certo che se penso a quello che c’è stato dopo quell’esperienza sempre con la Nazionale… Diciamo che i Giochi del Mediterraneo sono stati l’inizio di un bellissimo percorso che mi ha regalato gioie sempre più grandi!” 

_MG_0935Che significato ha per te vestire la maglia azzurra?

“Io penso che tutti gli sportivi di tutte le discipline abbiamo il sogno di indossare la maglia della Nazionale e quindi nel momento in cui ci riesci ti senti ripagato di tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare ad indossarla! Ti senti orgoglioso di te stesso, di far felici le persone che hai accanto e del Paese che rappresenti! Cantare l’inno d’Italia con indosso quella maglia… Ha tutto un altro sapore!”

Hai avuto anche la fortuna di partecipare alle Olimpiadi di Londra nel 2012, il sogno di tutti gli sportivi… Raccontami com’è andata..

“La fortuna di andare alle Olimpiadi e di salire sul podio con la medaglia di bronzo…!!! Per raccontare tutte le emozioni provate a Londra ci vorrebbe un libro, non basta un’intervista… Tanta roba! E’ tutto un’emozione dall’arrivo in aeroporto in poi… Il villaggio olimpico, la mensa del villaggio dove vedevi mangiare Usain Bolt piuttosto che Federica Pellegrini; la cerimonia d’apertura… che spettacolo, ho fatto foto con chiunque… Camminavo insieme e Savani e ad un certo punto ci siamo girati e avevamo vicino la Sharapova!

Sembrava di stare dentro un frullatore che non ti rendi neanche conto bene di cosa sei lì a fare… Ti alleni, giochi… Tutto un macello  che all’inizio ci aveva anche un po’ destabilizzato, infatti durante la fase a girone non abbiamo dato il massimo, poi per fortuna abbiamo capito che le cose si facevano ancora più serie e siamo riusciti a ritrovare la giusta concentrazione per conquistare la medaglia di bronzo… Bello, troppo bello! Ho ancora i brividi…”

Hai visto un’atleta, un’icona dello sport che ti ha colpito? Oltre alla pallavolo sei riuscito a vedere anche qualche altra gara di altre discipline sportive?

“Sì sono riuscito a vedere qualcosa… La finale dei 100mt di atletica, che non è roba da poco, e qualche batteria di nuoto! Volevo proprio vedere questi due sport e sono molto contento di esserci riuscito”

Da pochi giorni sono uscite le convocazioni di Mauro Berruto per gli atleti che prenderanno parte alla World League… E tu ci sei, che estate si prospetta?

“Speriamo di fare tutta l’estate in azzurro… Sia la World League che i Mondiali! E’ una manifestazione importantissima, quest’anno ancora di più perché le finali saranno in Italia… E poi i Mondiali in Polonia… C’è tanta carne al fuoco! Io darò il massimo per partecipare ad entrambe le manifestazioni!”

_MG_0988Come ti trovi nel gruppo azzurro?

“Bene, molto bene! Ci divertiamo… Siamo un gruppo di amici! D’estate passiamo tanto tempo insieme, da maggio a settembre, se non fosse così sarebbe un inferno! Io sono un giocherellone… mi piace sparare cazzate, ridere, stare in compagnia… Poi ci sono dei momenti in cui non sopporti nessuno… Ma credo sia normale quando si passa tanto tempo insieme ad un gruppo, anche perché ognuno di noi ha la sua famiglia, le sue cose! Condividere per mesi la camera con Travica… Alla lunga ti stufa pure lui… Sono quattro anni che dormiamo insieme!! A volte sembriamo una coppia isterica…!!! J!!!”

Ad agosto 2013 sei diventato papà… Com è cambiata la tua vita?

“Ad agosto 2013 sono diventato papà… Per la seconda volta!”

Ahh scusami…

“Figurati… Quindi la mia vita è precipitata!! Ad agosto 2013 è nata Sara mentre ad agosto 2011 è nata Sabrina… Capito?! Io ad ogni Europeo ne faccio uno… E nascono tutti ad agosto… Tutti leoni a casa! Tranne la mia compagna che è cancro! A parte gli scherzi la mia vita è cambiata in meglio… Cercavamo la quadratura del cerchio: sono tornato a giocare a Perugia, avevamo finito casa… E quindi è venuta da sola non ne abbiamo neanche parlato; mi sento bene, più completo… E’ bello!”

Sogno nel cassetto?

“Prima di Londra era quello di andare alle Olimpiadi… Adesso è tornarci e vincerla! Quindi vedremo per Rio 2016… Spero di arrivarci, la concorrenza è agguerrita! Io con la Nazionale ho avuto un culo impressionante… Sono arrivato e in tre anni ho già fatto: 2 Europei (2 figli!), 2 World League, 1 Word Cup, 1 Olimpiade… Mi manca il Mondiale! Questo è il quarto anno con la maglia azzurra e ho partecipato alle manifestazioni più importanti del panorama mondiale! Pensa che Savani ci ha messo 11 anni per fare quello che ho fatto io… J!!! Sono molto appagato dal mio percorso… Ma non basta, quando vedi come funziona poi vuoi sempre di più, è come una droga! Quando ho visto il villaggio olimpico a Londra… Ho pensato chissà come sarà in Brasile! Sempre se ci arriverò…”

Progetti futuri… Cosa pensi di fare? Rimanere nell’ambito sportivo – pallavolistico o cambiare ambiente?

“E’ un macello… Quando smetto di giocare è un casino! Non ne ho la più pallida idea… Visti anche i tempi che corrono! Ci penso tutti i giorni però al momento è buoi totale… Il mondo del lavoro è peggio di quello sportivo! Vedremo quando sarò grande!”

Tra i tuoi compagni di squadra sei riuscito a costruire rapporti d’amicizia?

“Io ho solo colleghi… Non ho amici!! Nooo scherzo!! Senza fare nomi prima che poi qualcuno si offende ti posso dire che in dieci anni che gioco a pallavolo ad alti livelli ho conosciuto tantissime persone… Certo non posso essere amico di tutti! Condividi con loro tanto tempo però l’amicizia è un’altra cosa… Di amicizie ne ho poche ma buone; le porto avanti nonostante con qualcuno di loro non ci gioco più insieme e non ci vediamo spesso!Ho qualche amicizia importante sia nel club che in Nazionale… E’ una cosa che mi ha sicuramente arricchito!”

Torniamo un’attimo a Perugia, come va questa stagione alla Sir Safety Perugia? Con i compagni…?

“Come va…?? Alla grande… Sono matti come i cavalli!! Atanasijevic è esordiente nel Campionato italiano anche se non si vede perché gioca come fosse un atleta esperto che gioca in Italia da anni… E’ forte, molto forte! Come anche Petric, Mitic… Sono ragazzi interessanti, sia dal punto di vista umano, sia da quello tecnico e anche come approccio al lavoro in palestra. Sono contentissimo…!”

E con la lingua serba come va?!

“Ma… Pensavo peggio, cioè finisce il Campionato che di sentir parlare serbo ne avrò fin sopra le orecchie! E’ impossibile impararlo… Solo le parolacce! Durante le trasferte tra di loro… Vujevic, Atanasijevic, Petric, Mitic, Cupkovic… parlano in serbo però in squadra, durante le riunioni… L’allenatore parla in italiano…L’italiano tiene botta! Adesso quando cominciano a parlarsi tra di loro in partita noi italiani riusciamo a capire un po’ il labiale… Dipende anche dal momento in cui siamo!”

IMG_2564Ho notato più di una volta che durante le partita, soprattutto nei momenti caldi sei uno di quelli che cerca di fare da paciere durante le proteste…

“ Ma no probabilmente perché riesco ad essere più oggettivo di altri… Alcuni per istinto chiamano video check senza ragionarci su 2 secondi! L’anno scorso io ho preso il rosso per proteste contro l’arbitro e sono dovuto uscire dal campo… Il secondo libero non c’era e abbiamo perso il set e la partita! Da quella volta mi sono ripromesso di non protestare mai più… Anche se mi girano anche a me…!! Beccarsi un po’ sotto rete è anche divertente… Pensa se la togliessero!! J!!”

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