Sensazioni e visioni di un campionato alle porte. Parola alle protagoniste: Adenizia, Bosetti L., Gioli, Nicoletti, Stufi, Zambelli.

Scritto da on ott 12th, 2016 e archiviato sotto la categoria Interviste, Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

lega-volley-femminile-serie-a[A cura di Emanuela Macrì] Dodici come le fatiche di Ercole, i mesi dell’anno solare e le ore che scandiscono un giro d’orologio. Dodici (12) come le squadre che partecipano al massimo campionato italiano di pallavolo e come le risposte a una (1) sola domanda per due (2) immaginari gironi in cui accomodare le risposte delle protagoniste, le giocatrici.

E a dare inizio a questa seconda puntata, ecco una scelta di spessore. Perchè Simona Gioli, Campionessa con la maiuscola, per la sua terza stagione alla Metalleghe Montichiari sceglie un verbo, ossia “Combattere. Perché quest’anno si riparte da zero, o quasi, in quanto è cambiato l’assetto societario e con esso anche il progetto. Sulle prime posso dire che la squadra mi sembra mentalmente preparata ad affrontare questo campionato e combattiva. Il primo obiettivo sarà quello di cercare di complicare la vita delle avversarie, di essere una contendente ostica. Il resto lo riserviamo al campo” .

Sulla stessa linea anche Lucia Bosetti. Per la schiacciatrice tornata in Italia per indossare il rosa-nero della Pomì Casalmaggiore “Non è facile scegliere una sola parola-guida. Ma alla fine la mia preferita è aggressività. In questa stagione saremo chiamate ad affrontare tante squadre ben attrezzate, che faranno di tutto per vincere. Il segreto sarà cercare di non affrontarle in maniera passiva, adattandosi all’andamento delle partite, bensì aggredendo i match, votandosi all’attacco, con tanta voglia però di sacrificarsi anche in difesa e in ricezione”.

Niente ricezione, invece, per l’opposta Anna Nicoletti, nuovo arrivo in casa Saugella Team Monza che quale faro sceglie la parola spirito “quello di squadra. Dovremo aiutarci l’una con l’altra in ogni momento, soprattutto nelle difficoltà, per non scoraggiarci e cercare il giusto conforto, e la spinta necessaria, nelle compagne. Dovremo essere determinate per non perdere lucidità e trovare il giusto centro. Giocheremo in un campionato in cui molte squadre si sono rinforzate, ma avranno comunque i loro punti deboli: insieme dovremo trovarli per dare il massimo per toglierci delle soddisfazioni.”

Poco più a sud, ma sempre in tema di spirito ecco quello di Adenizia Ferreira Da Silva, schiacciatrice brasiliana che nella stagione alle porte animerà la metà campo della Savino Del Bene Scandicci con “Felicità. È con questa parola che affronto la vita e il mio lavoro. È la mia filosofia di vita e sono contenta di trovarmi qui perché i fiorentini – sorride – sono i brasiliani dello Stivale.  So che è stata la scelta giusta venire in Toscana: c’è felicità!”

E c’è “coraggio – per Marina Zambelli che dopo le stagioni in Francia prende casa all’estremo nord, nel Sudtirol Bolzano – perché pur restando umili e consapevoli di chi siamo e del nostro punto di partenza, con tutto da costruire e molto da fare, questo nuovo gruppo deve affrontare ogni partita e sfida con il coraggio. Siamo consapevoli di non essere un top team ma vogliamo giocare con il coraggio di chi non ha nulla da perdere e tutto da costruire, rimanendo umili mentre affrontiamo ogni partita come fosse una finale.”

E alla fine, ma solo in rispetto dell’ordine alfabetico, arriva il carisma di Federica Stufi, la nuova centrale della Unet Yamamay Busto Arsizio, che sceglie questo sostantivo “per me e per le compagne. Penso che ognuna di noi, durante la stagione, avrà la possibilità di trainare e far uscire la squadra dai momenti più caldi e delicati del set, con un carisma che riguardi tutti i ruoli, e si presenti sotto forma di una ripresa in difesa, un’alzata che smarca l’avversario oppure assuma le sembianze di un colpo d’attacco imprendibile. L’importante sarà imporre il nostro gioco.”

Termina qui anche il nostro, immaginario, girone di ritorno. E se questi dodici fari non sono stati sufficienti a schiarirvi le idee riguardo l’interrogativo che avvolge tutti, dalle curve agli spogliatoi, non disperate. Perché la chiave del campionato è già nel quadro e tra poco sentiremo i motori rombare. Tutti in carrozza dunque e che buon, ottimo volley sia!

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