Tutto quello che vuoi, se ci credi, è tutto quello che puoi

Scritto da on mag 15th, 2017 e archiviato sotto la categoria Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

tutto quello che vuoi vivocult

[di Emanuela Macrì – foto fonte web] Terra difficile quella della memoria. Soprattutto quando la senti franare sotto i piedi, perché tradisce o si prende gioco dell’età sparigliando le carte sul tavolo. Di qualsiasi età, ben inteso: perché se spesso diamo la colpa all’avanzare degli anni per i ricordi sparsi come briciole, è altrettanto vero che allo stesso tempo non ci soffermiamo per dare la giusta importanza a tutto quel passato che non ha fatto in tempo a materializzarsi in ricordo.

Alessandro (Andrea Carpenzano), ventidue anni spesi al tavolino di un bar a dialogare di nulla con gli amici, non ha messo da parte nessun ricordo sua madre, prematuramente scomparsa. Giorgio (Giuliano Montaldo) invece, poeta ottantacinquenne, la vita l’ha vissuta tutta e pienamente, ma nei suoi giorni hanno preso il sopravvento alcuni vuoti che lo trattengono tra un lucido passato e un inesistente presente, vissuto con la leggerezza dell’inconsapevole.

Il loro sarà un incontro fortuito per un’amicizia improbabile capace, però, di trasformarsi in dono. Così Tutto quello che vuoi (regia di Francesco Bruni) può diventare tutto quello che ottieni, se sei pronto a gettare lo sguardo appena più in là di un “potrei” per superare la barriera dell’età e della distanza. Il resto è un racconto di passeggiate pomeridiane infarcite di dialoghi sospesi tra la profondità dell’esperienza e la noia della gioventù.

Tema e svolgimento, quelli scelti da Bruni, non nuovi alla settima arte, ma non per questo dal risultato disprezzabile, anzi. Piace e convince il gioco della rivisitazione del passato che pare davvero azzeccato: se le frasi incise dall’anziano poeta in preda alla disperazione sulle pareti di casa agli occhi dei ragazzi appaiono come graffiti, ecco che una partita di calcio alla Playstation può ricordare il grande Torino, con la sua formazione da recitare a memoria, quasi come fosse una preghiera.

Iniziato come un teen movie, Tutto quello che vuoi si rivela presto un film capace di andare un po’ più in là. Senza la pretesa di essere un capolavoro ma con la sapienza di aver scelto due interpreti, , pieni nel loro ruolo e per questo credibili, distanti il punto giusto sulla scala della vita, ma non per questo riluttanti all’incontrarsi a metà strada.

Tra qualche sigaretta e parolaccia di troppo, frasi che sembrano insensate e fuori tempo, di uno ieri di sofferenza mischiata a bellezza, di guerra e amori vissuti. Di tesori che arrivano a noi, in un presente che filtra tutto attraverso lo schermo di uno smartphone, dove il confronto con una casa piena di libri e ricordi è il giusto contraltare del vuoto delle famiglie contemporanee, e del vuoto delle stanze che rispecchia quello dei propri rapporti.

Da vedere per: capire che il tempo lascia eredità che non possiamo permetterci vadano soffiate al vento. Consigliato all’adolescenza e prima maturità, magari in una visione in compagnia di qualcuno con qualche anno in più tra le mani. Per comprendere tutti quei valori che non possono essere dimenticati. E che un “Posso?” può aprire una storia che è tutta un’altra storia.

Devi essere loggato per scrivere un commento Login

Tutti i loghi e marchi in questo sito sono di proprietà dei rispettivi proprietari.
I commenti sono di proprietà dei rispettivi autori. Ogni abuso sarà perseguito ai termini di legge.
Sono vietate le COPIE anche parziali delle parti scritte, di ogni parte grafica comprese le foto e i filmati

Vivovolley è una testata giornalista, registrata presso il Tribunale di Milano (n. 331 del 22/10/2014)
Online dal 2006 © Vivovolley.net - Direttore: Avv. Rossana Foglia | Per Contattare VivoVolley Clicca Qui

© 2007-2017 Powered by Francesco Langiulli | Get Sport Media