Terzo live, poche sorprese e troppa noia. Per fortuna c’è Gene Simmons

Scritto da on nov 11th, 2017 e archiviato sotto la categoria Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

X-FACTOR[di Emanuela Macrì – foto fonte web] Terzo appuntamento con il live di X Factor 11. I numeri ci indicano che sì, siamo nel pieno della competizione, che volano stracci e note, che alla fine di ogni manche si presenta il mistero su chi si troverà a giocarsi il posto con lo scontro finale. E invece no. Niente stracci, eccezion fatta per qualche che mise che volutamente si finge di non aver notato, e poche note (di merito). Perché, diciamolo pure, questa edizione del talent non decolla.

Nemmeno la puntata a tema sulla musica del terzo millennio ci riesce o, forse, è proprio grazie a questo e alle scelte operate in sede di assegnazione dei brani. Cosa, quest’ultima, che fa arricciare il naso di qualche concorrente che pare non digerire la prova da affrontare, mentre altri snobbano le osservazioni dei giudici. Da una parte, quella del loft, sembra ci sia poca voglia di imparare. Dall’altra, quella del bancone, una stanchezza che quel numero 11 dell’edizione può spiegare.

Tutto sbagliato, tutto da rifare? Non proprio. I Maneskin con Somebody Told Me dei The Killers, ad esempio, confermano la prima impressione, quella di essere davanti a ragazzi con un buon potenziale e tanta voglia di trasformarlo in atto. Buone le performance di Andrea Radice con I Need A Dollar di Aloe Blacc e di Camille Cabaltera con Royals di Lorde, due concorrenti alla ricerca di un’emozione in più da aggiungere al rigore delle esecuzioni. Piace (ma non a tutto lo studio, sia chiaro) anche Lorenzo Licitra con Sere Nere di Tiziano Ferro, che risulta però ancora un’assegnazione molto nelle sue corde.

Cosa ci aspettiamo, dunque? Più agonismo musicale, più musica italiana (c’è un repertorio immenso in cui scavare) più grinta nelle voci e voglia di apprendere. Cosa non ci aspettavamo? L’eliminazione dei Sem&Stenn, arrivati al ballottaggio finale dopo l’interpretazione a toni forti di Electric feel dei MGMT, forse vittime di una coreografia a quanto pare troppo spinta per il gusto del Belpaese (e questo la dice lunga su quanto lavoro ci sia da fare, ancora, in Italia, in fatto di arte musicale).

E il dubbio, in questo caso, è lecito. Non sono passate inosservate, infatti, le esibizioni decisamente sotto tono di Samuel Storm, che non fa mistero di non apprezzare Super Rich Kids di Frank Ocean e di Rita Bellanza, una delle concorrenti più dotate, che con Lost on you di LP non convince nemmeno se stessa.

Capricci da domare per quattro giudici con molto lavoro ancora da affrontare, a quanto pare. E non si tratta solo di note da raggiungere, arrangiamenti da trovare o canzoni da comprendere ma, semmai, la missione è quella di far capire a questi ragazzi quanto sudore ancora manchi per il successo. E che questo, ad ogni buon conto, non sarà garantito in nessun caso.

A vincere la puntata, se un vincitore volgiamo decretare, è la spilla di Mara Maionchi, uno stilizzato Gene Simmons, leggendario bassista dei Kiss, sfoggiato sul bavero di un impeccabile giacca nera. Tutto il resto, o quasi, è noia. E speranza di quel meglio che dovrà venire.

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