Anna Nicoletti e uno sport di squadra per vincere. Anche la timidezza

Scritto da on dic 6th, 2017 e archiviato sotto la categoria Campionato, News, Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

anna nicoletti get sport media vivovolley (1)[di Emanuela Macrìfoto Federica Pozzobon] Di quella vecchia storia degli opposti che si attraggono non riusciamo nemmeno a rintracciarne le origini. Perché risalire con esattezza a chi l’abbia pronunciata per primo, ormai, pare una battaglia persa. Ma c’è una storia di battaglie vinte e di opposti, invece, che conosciamo, così come la sua protagonista, Anna Nicoletti, opposta dell’Imoco Volley Conegliano. La sua prima battaglia vinta risale a qualche anno fa, quando la sua mamma intuisce le potenzialità della pallavolo, di uno sport di squadra, per farla uscire da una timidezza che rischia di farle perdere qualche treno importante nella vita. Non si sa mai. E allora eccola in palestra la giovanissima Anna che frequenta la seconda elementare e ancora non sa.

Nemmeno immagina che non passeranno poi molti anni per quella valigia, per quel un posto letto al Centro Federale Pavesi che occuperà per tre stagioni insieme al posto in squadra, nel Club Italia. La prima maglia azzurra della vita, azzurrina per la verità. Ad aggiungere una tonalità ci penserà la convocazione in Nazionale U20 del 2015 e quel bronzo al collo, quello della medaglia vinta al Mondiale di Porto Rico “che brilla ancora di più – racconta Anna – perché conquistata a settembre quale coronamento di una lunga estate di lavoro.”

A guidare le ragazze, in quella stagione, è Luca Cristofani. Ma se di panchine parliamo, allora “non posso non citare Marco Mencarelli – ci tiene a sottolineare l’opposta – perché a lui e ai suoi insegnamenti, soprattutto in fatto di tecnica, devo moltissimo. Quella al Club Italia, che al tempo militava in serie B1, è stata un’esperienza senza uguali.” Un trampolino di quelli che ti permetto un doppio salto. Nemmeno il tempo di riporre maglietta e ginocchiere in valigia, infatti, che già il telefono squilla. Dall’altro capo c’è la società di Conegliano.

anna nicoletti get sport media vivovolley (2)E, anche se lei ancora non lo immagina, una presenza in campo che si rivelerà fondamentale per la sua crescita: quella di Monica De Gennaro, un libero che non ha bisogno di presentazioni. “Una campionessa vera, che mi ha presa per mano – racconta Anna – e guidata in un momento fondamentale, quello dell’approdo in serie A1, in cui non sapevo cosa aspettarmi, a cosa sarei andata incontro.” La risposta, oggi la conosciamo: uno scudetto e due stagioni in una squadra ai massimi livelli. E un ritorno, quello di quest’anno.

In mezzo un campionato a Monza nelle fila della Saugella Team. Per un’esperienza diversa, opposta in fatto di classifica a quella fatta ad allora, in un club neopromosso con l’obiettivo della salvezza. “A Monza ho imparato a trovare la forza, mentale, di rialzarti e costruire passo dopo passo; da Conegliano mi portavo la forza della squadra, la coesione e lo spirito di sacrificio per il gruppo. La necessità di sapersi mettere a disposizione degli altri.”

Come in questo avvio di stagione, con Samanta Fabris da recuperare e Anna a farsi trovare pronta, concentrata e per nulla intimorita. A dare il suo contributo, giocando come sa, come l’avevamo già vista nei momenti importanti: uno su tutti, quel finale di stagione, quello del tricolore, quando alle chiamate di Davide Mazzanti rispondeva con punti e buon gioco.

anna nicoletti get sport media vivovolley (3)Tanti gli insegnamenti che riempiono il bagaglio, quindi, ma la strada davanti all’opposta di origini vicentine è ancora lunga e c’è molto lavoro da fare. Perché le maglie indossate e il palmares non devono farci dimenticare che sulla torta del prossimo compleanno, peraltro alle porte, le candeline da soffiare saranno soltanto ventidue. Ci sono, infatti, ancora scogli da superare e situazioni da affrontare, nel volley come nella vita. “Sto lavorando su alcune situazioni di chiusura. Spesso, infatti, se le cose non funzionano, ho la tendenza a dilatare i tempi di reazione: l’esigenza e l’obiettivo, ora, sono di ridurli. Per questo conto molto – conclude Anna – su quella tenacia che mi rende attiva al 100% in ogni situazione e che, credo di poter dire, sia il mio aspetto agonistico migliore.”

Di battaglie vinte e da affrontare, ce ne sono state e ce ne saranno. E di quegli opposti che si attraggono? Pure. Perché a calamitare la sua attenzione di ragazza meno timida di un tempo ma pur sempre riservata, sono le persone espansive, quelle che dimostrano di avere sempre la cosa giusta di dire, di essere sempre sul pezzo. Un po’ in contrasto con lei che alle parole preferisce i fatti, gli ace e i punti da mettere a referto. E una mentalità per cui “Devi sapere, pensare, sentire che puoi vincere.”

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