XFactor11, nessun trionfo annunciato per un’edizione dai troppi MA

Scritto da on dic 15th, 2017 e archiviato sotto la categoria News, Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

xfactor11[di Emanuela Macrì – foto fonte web] Ebbene sì, ci saremmo aspettati il trionfo del rock e del glitterglam. Ebbene no, l’Italia della musica e del televoto, a quanto pare, preferisce il bel canto e i modi garbati. Ma il pubblico è sovrano, si diceva qualche anno fa, ed il suo pronunciamento deve essere accolto senza contestazioni. Si chiude così l’undicesima edizione XFactor, con Samuel Storm ad abbandonare la gara dopo la prima manche, quella dei duetti con James Arthur, star consacrata dalla vittoria di XFactor UK ed Enrico Nigiotti a festeggiare il terzo posto prendendosi lo spazio per suonare il suo inedito, con un’uscita di scena da vera divo.

Si chiude con lo sfavorito Lorenzo Licitra (scuderia Maionchi) a trionfare sui Maneskin, vincitori annunciati, forse troppo. Si chiude col botto di una puntata ospitata da un bollente Forum di Assago (nota di merito all’apertura di un Alessandro Cattelan calato dal cielo a cantare in duetto con i Soul System, vincitori dell’edizione scorsa) e una doccia fredda per i tantissimi fan del giovanissimo gruppo rivelazione.

Una cocente delusione per il trionfo che ci si aspettava, quello di una band, i Maneskin, capaci fin dal primo attacco alle audizioni (sì, non audition…) di farci entrare in un mondo diverso, non nuovo, ma innovativo: il loro. Fatto di voce graffiata e spudoratezza, arroganza stilistica e voglia di stupire. Il disco d’oro per Chosen, il loro inedito, parla proprio di tutto questo, di quella boccata d’ossigeno in un mondo, quello musicale, a corto, ormai, pure di anidride carbonica. Di quelle ali nere da angelo in contrasto con trucco e parrucco da far invidia ai Kiss.

Certo si finisce, così, per oscurare un ragazzo e un artista dalle indubbie capacità canore, un tenore che ha conquistato cuori e orecchie, con la sua voce potente e i modi da bravo ragazzo che ogni suocera sogna. Il punto, forse, è proprio questo: non sarà che il televoto a favore di Lorenzo abbia palesato il tradimento alla natura di questo programma? Perché se la mission è individuare il fattore X, ossia quella caratteristica che fa di un cantante un artista con peculiarità uniche e originali, beh allora il fallimento è sotto i nostri occhi poiché il confronto con la giovane rock band romana davvero non regge. Licitra è bravo, senza dubbio alcuno, ma. Ma, appunto.

Del resto la trasmissione stessa dimostra di aver perso smalto, troppo carica di sceneggiature e orpelli extradiegetici a danno della musica, sempre più oscurata: per questo basti pensare alla presentazione delle esibizioni che vedevano i concorrenti alzarsi in volo (con immancabile slow motion d’effetto) sulla scritta dello sponsor, senza menzione né scritta in sovraimpressione che indicasse il titolo della canzone. Emblematico, no? Peccato solo che il programma sia un talent musicale e non un casting per direttori di banca.

La verità, però e ancora, è un’altra. La verità è che il pubblico ha apprezzato l’edizione nella sua totalità mentre chi scrive, invece, si muove in totale controtendenza. Contro l’invadenza della bega da bar, della canzonetta da heavy rotation e dei passaggi facili al televoto. Per il ritorno della MUSICA e di ospiti che dialoghino con i concorrenti offrendo loro un confronto e una possibilità di crescita, perché quel palco non sia solo l’ennesima occasione di promozione del disco in uscita. Per un ritorno dell’arte suonata e cantata. Ci rifaremo nella prossima edizione? C’è da augurarselo, ma le speranze di riscatto sono minime. Ma, non si sa mai.

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