La pittura prende vita sul grande schermo con Van Gogh e Schnabel

Scritto da on dic 18th, 2017 e archiviato sotto la categoria News, Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

vivocult arte al cinema[di Noemi Mendola – foto fonte web] Per gli amanti dell’arte questi ultimi mesi sono stati un periodo davvero interessante. La Grande Arte, infatti, è approdata al cinema, grazie al progetto firmato Nexo Digital, casa di produzione e distribuzione che propone contenuti alternativi alla grande industria cinematografica. Tra i vari film spicca, sicuramente, Loving Vincent diretto da D. Kobiela e H. Welchman, record di incassi: previsto nelle sale solo tre giorni ad ottobre, è tutt’ora presente nelle programmazioni in tutta Italia. Di cosa si tratta? Di un film d’animazione tutt’altro che convenzionale, come non lo è il protagonista de L’arte Viva di Julian Schnabel diretto da P. Corsicato, in sala solo il 12 e 13 dicembre. Due documentari diversi ma anche complementari tra loro.

L’obiettivo di Loving Vincent è quello di svelare la vera essenza del pittore olandese Vincent Van Gogh (1853-1890). Sul suo conto molte storie, già all’epoca, sono state raccontate, prima tra tutte la vicenda dell’orecchio tagliato. Queste gli hanno impedito di avere successo come artista mentre era ancora in vita. L’affermazione la raggiunse postuma, e indubbio è il valore dei suoi quadri. Ma chi fu, davvero? L’ultima lettera, l’escamotage narrativo del film, da lui vergata prima di suicidarsi non trova destinatario e il postino inizia ad indagare sulla sua misteriosa morte. Attraverso una carrellata di interviste condotte da questi, una nuova Signora in Giallo, a persone a lui vicine, si tratteggiano le sue caratteristiche peculiari.

Ma non sono solamente le (presunte) testimonianze a raccontare e rivelare Van Gogh: “Non possiamo che parlare con i nostri dipinti”, diceva, e sono proprio i suoi dipinti a parlare per lui. Loving Vincent è il primo film dipinto su tela: le sue opere sono state elaborate da più di 125 artisti che le hanno trasformate in un unico quadro in movimento. La pennellata, fluida e reale, non è più immobile, fissata su tela, ma si muove dando forma, spazio e tempo agli avvenimenti della pellicola. Questa novità ha valso al film una meritata candidatura ai Golden Globe 2018 come Miglior Film d’Animazione, nonostante venga da chiedersi se l’effetto ottenuto con le pennellate non sia, oltre che innovativo, anche leggermente ridondante dati i 94 minuti di film.

Di originale L’arte Viva di Julian Schnabel (1951-) non ha lo stile, ma è proprio l’eccentrico artista newyorkese ad esserlo, singolare e tremendamente affascinante. Documentario che racconta la sua vita privata e professionale attraverso le testimonianze di molte persone, tra cui amici, parenti e collaboratori, il film delinea la sua carriera di artista ribelle e anticonvenzionale, fino a diventare una superstar: un uomo che fa esattamente ciò che vuole, senza curarsi dei gusti del pubblico. Sfrontato e sempre alla ricerca di nuovi metodi di pittura, è anche approdato al cinema dirigendo ben 5 film, vincendo il premio per miglior regia al Festival di Cannes nel 2007 col film Lo scafandro e la farfalla.

La pellicola, a tratti forse un po’ smielata, riesce, però, a farci immedesimare nelle dirompenti emozioni dell’artista, riversate in ogni sua opera. Pieni voti, quindi, al progetto de La Grande Arte al Cinema, anche quest’anno vincente nell’intento di affinare i gusti, a volte troppo superficiali, del pubblico, trasportandolo virtualmente in molti musei mondiali. Appuntamento al 2018, allora: il progetto continua e prevede molti approfondimenti stimolanti, da gustare con i popcorn in una mano e il pennello nell’altra.

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