Gabriele Nelli e le strade che portano al volley

Scritto da on gen 30th, 2018 e archiviato sotto la categoria Campionato, Interviste, Notizie, Serie A1. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

Gabriele Nelli Get Sport Media (7) vivovolley[di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani e Paolo Miccoli Get Sport Media] Secondo Ernest Hemingway diventare grandi significa rassegnarsi al fatto che davanti ai bivi più importanti della vita non ci sia una segnaletica di supporto. Quello che lo scrittore, però e forse, non considerava nel suo ragionamento, sono i disegni che il destino traccia a nostra insaputa. Ne sa qualcosa Gabriele Nelli, oggi opposto della Kioene Padova serie A1 del campionato italiano di pallavolo, ieri pallavolista a tempo perso nella squadra di Camaiore, paese a qualche chilometro dalla sua Monsagrati. Perché la pallavolo come professione, no, davvero non l’aveva proprio immaginata.

Per Gabriele era solo un mezzo per stare con gli amici, senza nessuna pretesa, senza nessun calcolo o ipoteca sul domani. Ma poi capita che arriva la chiamata, quella giusta e che sia proprio il tuo allenatore a spiegarti che Trento è una buona, ottima opportunità, uno di quei treni che passano e non puoi permetterti di perdere, anche se sei giovane a allontanarti da casa può essere difficile. E allora ti fai un giro sul web a caccia di informazioni e stacchi un biglietto di sola andata. Anche se ancora non lo sai che quella è solo la prima tappa del tuo viaggio. “Giocavo per divertirmi e lo facevo con i ragazzi più grandi, le classi 1990 e ’91. In squadra con me c’era Federico Tosi, oggi libero nella squadra di Modena ma allora il mio schiacciatore di riferimento ed io il regista”.

Gabriele Nelli Get Sport Media (4) vivovolley

Un altro bivio, anzi, un tornante che cambia il verso di marcia.“Sono arrivato a Trento – continua Gabriele – da palleggiatore. Poi, durante una stagione in serie B2 le necessità di spogliatoio, anzi di infermeria, mi hanno portato ad iniziare gli allentamenti da schiacciatore” e un altro biglietto di sola andata era strappato.

Ma la strada è lunga e in salita, materialmente. L’opposto della provincia lucchese, infatti, approda nella massima serie quando a Trento, sulla panchina, siede Radostin Stoytchev che proprio nel capoluogo trentino è impegnato a scrivere alcune delle pagine più importanti del volley nazionale e mondiale a livello di club. “Tra le cose che Rado mi ha insegnato la più importante, per la mia crescita da atleta, credo sia stato il suo modo di farci capire l’importanza di ogni singolo momento nel volley, facendoci affrontare la pressione del risultato anche in palestra. Quella premura nel tenere alta la soglia d’attenzione, per essere pronti ad affrontare le tante situazioni che il campo, le competizioni e il calendario mettono sul cammino di un giocatore della massima serie. Lo scorso anno, poi, con Angelo Lorenzetti è cambiato il metodo di lavoro ma non le occasioni per sperimentare”.

Esperienze preziose da mettere in valigia, quando la strada indica Padova. Quando all’orizzonte si profila una nuova sfida e un posto tra le fila della Kioene. “Nuova perché si tratta di una squadra con una storia e caratteristiche diverse. Con Valerio Baldovin stiamo lavorando a un progetto e i numeri parlano, non solo quelli della classifica. Stiamo lottando per fare il miglior campionato possibile, festeggiando le vittorie e riflettendo sulle sconfitte. Costruendo giorno per giorno un percorso, imparando anche ad inciampare e rialzarsi, senza scoraggiarci, senza dare troppo spazio all’entusiasmo. Imparando, con misura”.

Gabriele Nelli Get Sport Media (5) vivovolleySenza perdere la grinta, quella carica che lo fa esultare, cercare il pubblico. “Sì, cerco molto il contatto con i tifosi, perchè sono un elemento fondamentale nell’economia della partita. Un’atmosfera favorevole, quell’elettricità che crea un ambiente unico, unendo chi è in campo e chi sta fuori, è di grande supporto, che non toglie concentrazione ma, anzi, dà un aiuto, caricandoti”. Una concentrazione che Gabriele cerca di non perdere anche attraverso piccoli riti in campo. “Come quando è il mio turno al servizio e dopo cinque passi e aver fatto toccare la palla a terra per due o quattro volte, attendo solo il fischio del primo arbitro. Per alcuni, forse, è una scaramanzia ma per me è un modo per rimanere completamente nel match”.

Mentre fuori, ad aspettarlo, ci sono Pongo, l’alano grigio a macchie nere (e qualche ciuffo bianco ereditato dalla mamma albina) con cui divide la vita e la casa, e una passione, di quelle vere e viscerali, per la pesca. “Appena posso, durante le pause tra gli allenamenti o nei giorni liberi, cerco il tempo per andare a pescare. Di rilassarmi dedicando del tempo a un’attività che ha sempre fatto parte della mia vita lontana dal volley”.

Una vita di bivi senza segnaletiche, di cambi di marcia, incroci e decisioni, di percorsi nemmeno immaginati. Una strada, quella di Gabriele, che tra qualche mese diverrà a doppia corsia: finiti gli impegni del campionato, infatti, a camminare accanto a lui ci sarà Florinda, la fidanzata conosciuta in Trentino, che nel mese di luglio diverrà sua moglie. Diventare grandi, dunque, significa anche trovarsi davanti a bivi senza segnaletica e saper distinguere la strada migliore da prendere.

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