Tomb Raider. Lara Croft: l’icona in mutamento tra videogames e film

Scritto da on mar 22nd, 2018 e archiviato sotto la categoria News, Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

Tomb-Raider-2018-vivovolley-vivocult[di Noemi Mendola – foto fonte web] “Guardai lo schermo della TV e rimasi immobile a fissarla, eccitata: non avevo mai visto una donna diventare protagonista di un videogioco.” Erano i lontani anni ‘90, nei ricordi di Alicia Vikander, e la donna in questione è nientemeno che l’archeologa più famosa del mondo videoludico, l’eroina ben presto divenuta un’icona non solo per i videogiocatori ma anche per l’intero universo dello spettacolo: Lara Croft, la protagonista indiscussa di una delle serie videoludiche più longeve di sempre, Tomb Raider. Stavolta, però, Lara non è sotto i riflettori per un nuovo – ennesimo – videogame, ma per il recentissimo film, uscito nelle sale a metà marzo 2018, che vede proprio lei, Alicia Vikander, impersonare l’avventuriera tanto ammirata durante l’infanzia.

Allora, probabilmente, non avrebbe mai pensato che in futuro avrebbe ricevuto un tale incarico. Tuttavia, non era solo la Vikander a dover crescere e maturare rispetto agli anni ‘90. Anche Lara lo ha fatto: avventura dopo avventura, la saga si è allungata a dismisura e i titoli prodotti si sono a dir poco moltiplicati, nel tentativo di dar seguito al primo, fortunatissimo, videogame del 1996. Il risultato consiste in una decina di capitoli in cui Lara viene dipinta come un’archeologa sexy e intelligente, assetata di avventure e impaziente di svelare al mondo i misteri viscerali nascosti in ogni dove, specialmente nelle tombe che riusciva a razziare.

Nonostante i cambiamenti tra un Tomb Raider e l’altro, dovuti all’avanzamento delle tecnologie e ad un pubblico maggiormente esigente, e quindi alla necessità di sopravvivere tra mille altri videogiochi dai più freschi natali, sostanzialmente la figura di Lara Croft non è cambiata nel tempo. Le avventure dinamiche si sono sempre più arricchite, complice una grafica in costante miglioramento, ma lei è rimasta sempre la stessa: amante di pistole, pronta a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo, non falliva mai, non ne usciva mai con un graffio. Il tutto condito con una buona dose di erotismo, difficile da non notare nel corpo formoso e voluttuoso dell’eroina.

Evoluzione-Lara-vivovolley-vivocultQuesto aspetto, secondario alla trama, rendeva però più coinvolgente l’esperienza di gioco, sia per gli uomini, per ovvi motivi, che per le donne (come il commento della Vikander ben dimostra), in quanto queste ultime si identificavano nell’archeologa, volendo essere come lei: belle, forti, invincibili. Il ritratto dell’archeologa non fu percepito, però, molto discriminatorio dai fan, almeno finché il titolo non cambiò bruscamente rotta: era il 2013 e la Lara proposta era un’adolescente insicura di sé, alle prese con la sua prima avventura. Non era invincibile poichè reduce da un naufragio e non  ancora diventata l’eroina che tutti conosciamo.

In poche parole, si diede alla luce il tanto discusso prequel, il videogioco (primo anch’esso di una serie) da cui il film, ora nelle sale, è tratto. Lara deve ancora imparare a sopravvivere e non sa come muoversi sull’isola sperduta nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, il supposto regno di Yamatai, guidato dalla Regina del Sole Himiko. Le differenze tra il gioco e la pellicola sono troppe per essere elencate, ma in sostanza il compito del nuovo capitolo è di darle maggiore spessore psicologico, concentrando l’attenzione sulle difficoltà che incontra, sul dolore provato in più occasioni. Sul suo disorientamento, capace di trasformarsi in una forza più profonda di quella troppo superficialmente dipinta in precedenza.

Se questo punto è ben colto nel videogame, altrettanto non si può dire, forse, del film, a tratti fin troppo incentrato sul suo percorso di crescita da oscurarne le potenzialità. Un cambio di rotta che ha disorientato anche i fan, probabilmente troppo affezionati al personaggio classico, a sua volta protagonista, nel 2001, di un fallimentare film con Angelina Jolie. È, infatti, proprio ridare lustro alla trasposizione cinematografica del videogame l’obiettivo della pellicola ora in sala. Chissà se ci riuscirà: come diceva Manzoni, “ai posteri l’ardua sentenza”.

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