Boom sonici. Quando facebook diventa fondamentale

Scritto da on apr 5th, 2018 e archiviato sotto la categoria News, Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

7th Fleet AOR[di Noemi Mendola – foto fonte web] Pagina bianca, cursore lampeggiante e neanche l’ombra di un’idea geniale, mentre il tempo scorre via: può essere descritto così il temuto blocco creativo, incubo di qualsiasi scrittore. Uscirne non è impresa semplice ma può accadere che l’aiuto tanto anelato arrivi improvvisamente, inaspettato: a volte cade, letteralmente, dal cielo. Un po’ ciò che è successo il 22 marzo 2018, quando i cieli della Lombardia sono stati squarciati da due boati talmente forti da far tremare porte e finestre e da far temere a molte persone che il Giudizio Universale fosse, finalmente, arrivato. E, così, a riafferrare le penne non sono stati solo gli scrittori, ma anche la stragrande maggioranza dei lombardi.

Non era successo, però, niente di mistico o sovrannaturale. Come tutti ben sanno, si è trattato di due Eurofighter dell’Aeronautica Militare fatti levare in volo a tempo record per intercettare un aereo di linea francese, le cui manovre sospette e la mancanza di un contatto radio avevano allarmato non poco (anche se, come si è scoperto in seguito, il tutto era stato causato da un malfunzionamento). I due boati, chiamati altresì più correttamente boom sonici, erano stati, infatti, causati dall’attraversamento del muro del suono da parte dei due caccia militari.

Ma non sono stati i due boati a causare l’esplosione più grande: è stata la reazione delle persone, spaventate a morte da quell’evento inaspettato e poco comune, a produrre un’eco enorme e degna di nota, di cui vale le pena parlare anche a distanza di qualche settimana. Infatti via social, attraverso facebook soprattutto, si è scatenata una psicosi generale ben più interessante dei boom stessi: un fenomeno simbolo di una collettività che, oggi, si affida sempre più spesso al web, e alla piattaforme cosiddette “social”, per trovare le risposte ai problemi di ogni giorno.

facebook - vivovolley - vivocultIn poco tempo, infatti, sono stati tantissimi coloro che si sono riversati sulle pagine social dei principali giornali per capire cosa fosse successo. Molti siti internet si sono bloccati per l’eccessiva affluenza e l’unico sollievo è stato confrontarsi l’un l’altro su facebook, mentre gli stessi giornalisti incaricati di spiegare l’accaduto ne sapevano tanto quanto il resto dei cittadini. Nel giro di qualche minuto già erano state formulate una miriade di tesi complottistiche, alcune davvero fantasiose, mentre altri ironizzavano sulle improbabili “fagiolate” degli amici e la maggioranza rimaneva allibita e dubbiosa, lasciata a se stessa e ai propri timori più o meno fondati.

Si è generato, insomma, un caos capace di riunire un’intera regione nel panico. Se, poi, la spiegazione dell’Aeronautica, arrivata nel giro di una mezz’oretta, ha placato le preoccupazioni della maggioranza di noi, pronta in seguito ad ironizzarci sopra sempre via social, non sono pochi coloro che continuano, insoddisfatti, a sostenere ipotesi di complotto tra le più svariate. Al di là dei complottisti, però, questo è un chiaro esempio del ruolo centrale del web nelle nostre vite, come è facilmente sperimentabile da chiunque.

Tutto, infatti, ruota ormai attorno alle piattaforme social: oltre ai contatti sociali possibili grazie ad esse, ci informiamo e nel momento in cui non sono in grado di fornirci le risposte che cerchiamo, è il caos. Senza di esse, dunque, la nostra quotidianità sarebbe completamente diversa. Come leggere tutto ciò, allora, alla luce della recente crisi di facebook, dovuta allo scandalo di Cambridge Analytica riguardo alla privacy degli utenti, violata per fini politici? Quanto conterà il tracollo finanziario delle varie piattaforme social, quando gli utenti ne sono così tanto affezionati o, forse, anche leggermente dipendenti? Solo il tempo ce lo potrà dire.

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