Una realtà parallela, in attesa dei ricordi. Le notti Bianche di Dostoevskij

Scritto da on apr 6th, 2018 e archiviato sotto la categoria Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

51PuGM1aY7L._SL500_[di Giorgia Fattorelli – foto fonte web] “Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che esistono soltanto quando si è giovani, mio caro lettore. Il cielo era così stellato, così luminoso che, guardandolo, ci si chiedeva istintivamente: è mai possibile che sotto un simile cielo esistano uomini così collerici e capricciosi?” Esordisce così il protagonista del romanzo Le Notti Bianche, di Fedor Dostoevskij, un personaggio senza nome e senza storia che parlando in prima persona, conduce il lettore nella descrizione delle vie della città di San Pietroburgo a passeggiare per le vie della città, offrendo una descrizione dettagliata dei luoghi che lo circondano. E’ un sognatore, un solitario che non ha una storia perché non ha ricordi. E’ come se non avesse mai vissuto veramente e l’unica realtà che conosce è quella creatasi nelle sua mente, fantasticando e immaginando una vita fittizia.

I lettori si ritrovano così, immersi in una realtà parallela dove il protagonista si confida, raccontando quanto si senta solo e quanto l’ambiente che lo circonda sia per lui estranea e priva di significato, una realtà che non ha mai vissuto e forse, avuto il coraggio di vivere veramente perché non all’altezza della fantasia.

Il protagonista, invece, si rifugia nei suoi sogni consapevole di come tale condizione lo porti all’isolamento e alla solitudine. Fino ad una notte in cui incontra, sulle rive di un fiume, una ragazza dall’aspetto triste, appoggiata ad una ringhiera; il suo nome è Nasten’Ka, quello spiraglio nel buio della sua quotidianità, una luce che fino a poco prima gli era sconosciuta. Innamoratosi, il protagonista sognatore, prova per la prima volta quel sentimento nobile e unico dell’amore che più di tutti lo rende vivo; mai come in quel momento si è sentito parte di una realtà fino a prima sconosciuta. Una gioia iniziale che, nel giro di poco, lascerà spazio alla delusione: scoprirà, infatti, che la ragazza è in attesa da qualche tempo del suo innamorato.

Il romanzo si divide in quattro notti durante le quali il protagonista e la ragazza si confidano, parlando dei propri sentimenti più profondi. Per il sognatore è l’occasione per vivere tutto quello che prima poteva solo immaginare, ma tutto si spegnerà nel giro di poco, perché il ritorno dell’innamorato di Nasten’ka lo porterà inevitabilmente a rifugiarsi nuovamente nei suoi sogni.

Arriverà, così, la mattina, ultimo capitolo del libro, a spazzare via le speranze di continuare a vivere l’incontro con Nasten’Ka, il momento che gli aveva procurato così tanta felicità. Nonostante sia giorno, infatti, con la luce a rischiarare le tenebre, lo stato d’animo del protagonista è di nuovo nostalgico e malinconico. Ora, però, il sognatore ha una cosa che prima non aveva: un ricordo felice e una storia da raccontare.

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