Fratelli di Crozza: la satira che non c’è (sembra)

Scritto da on apr 19th, 2018 e archiviato sotto la categoria News, Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

fratelli di crozza-vivovolley-vivocult[di Noemi Mendola – foto fonte web] La politica è senz’altro uno dei migliori argomenti di conversazione: al bar con gli amici, davanti ad un bel caffè, è quasi automatico iniziare a discuterne. Ne nascono, spesso, pacifici confronti tra vari punti di vista, anche se, ancora più spesso, dal confronto si passa allo scontro diretto all’ultimo sangue. Anzi no, all’ultima opinione, quella vincente su tutte le altre. Niente ci infervora come i fatti di attualità, anche oggi in cui i giornali sono un vago ricordo ai margini del nostro quotidiano, sostituiti progressivamente dal web. A volte, però, è necessario guardare il nostro Paese (e non solo) sotto una luce diversa, più incisiva, attraverso la lente della comicità. Un po’, insomma, ciò che fa sul Canale Nove ogni venerdì Maurizio Crozza, maestro indiscusso di satira politica e culturale in Italia, famosissimo per le sue abilità imitative e per i suoi monologhi taglienti e dissacranti.

Una satira, questa, che accompagna gli italiani dagli inizi degli anni 2000, programma televisivo dopo programma. Dopo il battesimo teatrale e un paio di film, la gloria Crozza l’ha conquistata su La7, dopo molteplici trasmissioni in cui il format viene creato e consolidato, e diviene, a ragione, il suo cavallo di battaglia: come afferma Aldo Grasso, giornalista e critico televisivo, Crozza è in grado di “rovesciare il punto di vista, applicare un filtro surreale ai paradossi (tanti) e alle magagne (tantissime) che viziano il nostro Paese e i suoi sistemi culturali di riferimento. […] Noi ridiamo, anche se ci sarebbe solo da piangere.” Il tutto condito con una miriade quasi infinita di irriverenti imitazioni di personaggi pubblici.

Questi ultimi, poi, spesso se ne vantano, imitando l’imitazione stessa del comico: un fenomeno, questo, soprannominato Crozzismo, come è accaduto con l’Onorevole Antonio Razzi, parodiato in modo celebre. Il conduttore televisivo, però, non è stato, nel tempo, solamente lodato per il suo lavoro, spesso definito “geniale”, ma è stato anche criticato in più occasioni. A volte da parte dei malcapitati su cui ironizzava, altre volte per incidenti accaduti sul palco, come al Festival di Sanremo del 2013. Il comico era, infatti, entrato in scena travestito dall’ex Premier Silvio Berlusconi, ma il pubblico lo contestò e gli impedì di procedere con lo sketch, che si concluse in anticipo data la sua scarsa abilità nell’improvvisazione.

Le critiche, però, non si fermano qui. Più volte il conduttore si è trovato, nella sua carriera, a doversi difendere per la sua lingua tagliente e lo stile scorretto, che non risparmia nessuno. Ma ciò che, ora, gli viene criticato è il recente passaggio dalla rete televisiva La7 al Nove, avvenuto nel 2017. Secondo molti critici e giornalisti, il prezzo di una maggiore (probabile ma non certa) libertà creativa è stata la perdita di visibilità. Ed è lo stesso Crozza ad ironizzarci sopra, nelle prime puntate di Fratelli di Crozza, la trasmissione ora in onda sul Nove: “molti fan mi chiedono: dove sei? Non ti vediamo più in TV!”

Ed effettivamente è così: ormai pare proprio sparito dalle scene televisive, una situazione lampante se si considerano gli ascolti del programma, in calo rispetto agli antichi fasti. Non c’è, ovviamente, un spiegazione univoca a questo fenomeno: volendo dar credito al critico d’arte Luca Beatrice, il programma rischia di annoiare perché percorre “binari collaudati” e anche perché “si ride proprio poco.” Insomma, una mancanza di novità che renderebbe, soprattutto, eccessiva la media di 70 minuti di durata di ogni puntata. Se il comico genovese abbia, ormai, imboccato il viale del tramonto non lo sappiamo: di certo, citando le parole del giornalista Francesco Specchia, “il genio di Crozza rimane.” Ed è ben visibile, sul Nove, ogni venerdì sera.

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