L’orrore senza fine: Slender Man. Riuscirai a leggerlo?

Scritto da on apr 26th, 2018 e archiviato sotto la categoria News, Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

slender man-vivovolley-vivocult[di Noemi Mendola – foto fonte web] Bosco, notte. Buio, così tanto buio da non vedersi neanche i piedi. In mano una torcia: come ci è arrivata qui? Meglio accenderla. Come ci siamo arrivati, noi, qui? La memoria, purtroppo, non aiuta. Tutt’attorno alberi altissimi, di cui non si riescono a vedere le vette. Camminare, mettere un piede davanti all’altro, diviene l’unica cosa sensata da fare: forse, si scoprirà qualcosa di utile, curiosando in giro. Ma la curiosità, peculiarità dell’uomo, può trasformarsi, spesso, nella sua rovina. Specialmente se non siamo soli, in quel bosco. Iniziano così, solitamente, molti film horror, e neanche tra i più originali: un cliché banale ma sempre valido, dalla presa sicura sul pubblico. Ma, nello specifico, a cominciare così è Slender: The Eight Pages, un videogioco horror psicologico creato dalla Parsec Productions nel 2012 e ancor oggi famosissimo nel mondo videoludico, e non solo.

La figura di Slender, il cattivo del gioco in questione, non è certo nata nel 2012. La data esatta non c’è ma si fa risalire la sua genesi al 2009, anno in cui un certo (ed allora sconosciuto) Eric Knudsen partecipò ad un concorso fotografico sul sito Something Awful. L’obiettivo era quello di ritoccare una fotografia per renderla macabra e sgradevole: Eric modificò alcune foto di gruppi di bambini, inserendo un figura alta e snella, in smoking e senza volto alle loro spalle. Un mostro dalle lunghe braccia, con dei tentacoli fuoriusciti dalla schiena, che torreggiava su bambini ignari di tutto.

Inutile aggiungerlo, Eric vinse. L’insolito personaggio, però, non finì la sua funzione in quelle fotografie, ma anzi iniziò a dilagare sul web, dove schiere di utenti inventarono molteplici storie riguardo allo Slender Man, storie ben più inquetanti del mero aspetto fisico. Si diceva, infatti, che l’uomo senza volto rapiva i bambini e perseguitava incessantemente gli adulti, portandoli a gesti estremi come il suicidio pur di liberarsi della sua infernale presenza.

Grazie al web era stata creata una leggenda, non riconducibile, ovviamente, a specifici autori, ma esito di creepypasta, un genere letterario di Internet in cui gli utenti copiano e incollano racconti da un sito all’altro (il nome deriva, infatti, da “copy-and-paste”, in cui il termine “copy” è sostituito da “creepy” per sottolineare il genere horror scelto). A questo punto, le avventure di Slender erano appena cominciate: dai racconti sul web alle serie TV a tema (celebre è Marble Hornets, sviluppatosi su Youtube), il mito crebbe e divenne uno degli argomenti di conversazione preferiti nei ritrovi horror al lume di candela.

Slender- eight pages-vivovolley-vivocultFinché non se ne intuì il potenziale in un altro campo, quello dei videogames. Ovviamente videogiochi al riguardo erano già stati realizzati in modo amatoriale da numerosi fan, ma il primo a riscuotere un successo degno di nota fu il già citato Slender: The Eight Pages. Il gioco consisteva nel dover cercare e collezionare 8 fogli in un bosco mentre si era inseguiti da Slender, senza ovviamente farsi catturare. Il mostro senza occhi si teletrasportava a ritmi sempre più serrati vicino (alle spalle soprattutto) del giocatore e, nel momento in cui lo si guardava, game over.

Il gameplay essenziale e gli jumpscares erano tremendamente ovvi, ma anche efficaci, e ne decretarono il successo, tant’è che nel 2013 fu realizzato un sequel, Slender: The Arrival, dalla trama più ricca e coinvolgente. Eppure, nel 2014 fu un fatto di cronaca nera a portare sotto i riflettori il fenomeno: nel Winsconsin due ragazze ne accoltellarono una terza in un bosco, lasciandola morente come sacrificio a Slender Man. È proprio questa vicenda ad ispirare il film horror dall’omonimo titolo, di prossima uscita, di cui per ora si è visto solamente il trailer. Chissà in quale nuova veste verrà presentato, ora, uno dei mostri più terrificanti partoriti da Internet, protagonista di una leggenda dai risvolti a volte anche fin troppo oscuri. E chissà se riusciremo a vederlo. Non ci resta che aspettare: nel frattempo, attenti alle foreste.

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