Santa Clarita Diet: la macabra ed esilarante commedia zombie di Netflix

Scritto da on mag 3rd, 2018 e archiviato sotto la categoria News, Notizie, VivoCult. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

santa clarita diet 2 stagione-vivovolley-vivocult[di Noemi Mendola – foto fonte web] Di inevitabile, al mondo, c’è solo la morte. È il punto di non ritorno per eccellenza, e vale per tutti noi. Anche se, a volte, non è proprio così. Era il 1968 quando un certo George Romero cambiò completamente il mondo del cinema, girando uno dei film più conosciuti della storia, Notte dei morti viventi. L’idea era semplice quanto geniale: morti che si risvegliano, che ritornano in vita. Che vagano per le strade come in trance, assetati di carne umana. Morti che non sono più morti, ma neanche più vivi: gli zombie. Gli zombie, quelle creature che da allora prolificarono tra libri, film, serie TV e simili fino a diventare un classico dell’immaginario collettivo occidentale, a volte un cliché, sicuramente immancabili in qualsiasi opera che ambisce all’horror.

Indubbiamente gli zombie non sono mancati nella serialità televisiva, tant’è che pare superfluo citare The Walking Dead, una delle serie più famose al riguardo. Eppure ultimamente a essere sotto i riflettori è Santa Clarita Diet, la commedia dell’orrore ideata da Victor Fresco e distribuita da Netflix di cui è uscita da poco la seconda, elettrizzante, stagione. Una serie TV in grado di ribaltare completamente il modo di vedere quei terrificanti mostri, sempre in cerca di un cervello su cui affondare i denti, e abile nel dipingere un quadro originale e per questo ancora più interessante.

Attraverso le pagine di una sceneggiatura frizzante, sia sulla semplice battuta che sulla trama in crescendo continuo, capace di tenere incollato allo schermo lo spettatore (complice la durata davvero breve di ogni puntata, ricca però, quest’ultima, di eventi), Santa Clarita Diet racconta le particolari vicende della famiglia Hammond, una tipica famiglia americana inizialmente simile a molte altre, ma colpita improvvisamente da una sciagura. Sheila, interpretata da Drew Barrymore, un giorno infatti muore, ma non del tutto: diventa una non-morta, continuamente affamata di carne umana.

Procurarsi succulenti corpi umani per sfamarsi non è molto semplice sotto il sole caldo e limpido della California. Per fortuna, però, Sheila può contare sul prezioso aiuto del marito Joel, magistralmente interpretato da Timothy Olyphant: insieme i due riescono a far fronte alla novità, facendo slalom tra polizia e altri non-morti, decidendo di uccidere solo chi lo merita. Ma la vita di assassini mal s’addice a quella di due agenti immobiliari, ed è attraverso i loro occhi, gli occhi dello zombie, che viviamo tutte le peripezie a cui vanno incontro.

finger food-santa clarita diet-vivovolley-vivocultSanta Clarita Diet, infatti, ironizza squisitamente sul macabro, come il cannibalismo: tutte le puntate sono impregnate di umorismo politicamente scorretto e molto splatter, eccessivo e proprio per questo perfetto nel contesto. Lo spettatore è invitato a godere dei toni disonesti e dei discorsi completamente ribaltati sul piano etico, e in un certo senso è quasi una liberazione potersi godere lo spettacolo in una zona “moralmente grigia”, per citare il titolo di una puntata. Vessillo di tutto ciò sono state le locandine, affisse in luoghi pubblici di molti paesi con l’obiettivo di promuovere la prima stagione della serie, come quella nominata “Finger Food”.

Campagna pubblicitaria ispirata al #foodporn tanto in voga sui social, specialmente Instagram, gli affissi ritraevano diversi piatti culinari composti, però, da parti del corpo umane: dita, cuore, occhi. In poco tempo, ovviamente, la maggior parte di quei cartelloni fu rimossa perché nauseava i passanti. In realtà, il perno centrale attorno a cui ruota Santa Clarita Diet è proprio l’idea che tra zombie ed esseri umani non ci sia molta differenza: Sheila ha gli stessi problemi di tutti noi, grandi o piccoli, ma non diventa una spietata macchina della morte. Nonostante i cambiamenti la sua vita continua, si lascia ad intendere anche in meglio. Cambia solamente la dieta: carne umana e budella. In effetti proprio come nel cult di Romero, allora molto criticato per il lato macabro messo in scena. Alla fine, perciò, nonostante le differenze, ciò di cui si parla sono sempre loro: gli zombie. E zombie sia.

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