Tentenna ma poi convince: l’Italvolley passa la prima fase a pieni voti

Scritto da on set 19th, 2018 e archiviato sotto la categoria Nazionale, News, Notizie. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

42114290_10160830948285335_5533514299412054016_n[di Emanuela Macrì - foto di Riccardo Giuliani] Inni nazionali, migliaia di lucine degli smartphone accese e tante bandiere in un Mandela Forum strapieno ad accogliere l’ultima partita della POOL A quella Italia – Slovenia che potrebbe far cambiare rotta e destinazione della prossima fase. E la tensione, si sente. Perchè se fino ad ora il percorso azzurro è stato lineare e pulito, cadere in questa serata sarebbe stato un po’ come macchiarsi la maglietta proprio all’ultimo boccone. E invece no, perchè questa è la storia della quinta vittoria azzurra su cinque, conquistata ai danni della Slovenia di Kovac per 3 set a 1 (23-25; 25-19; 25-13; 25-18).

Il pericolo, di fatto, c’è stato. Già in avvio, quando ad aprire il match è stato un ace di Cebulj quale emblema di una Slovenia che fa sentire la voce per dire che la paritita di stasera, nelle intenzioni, sarà molto diversa da quella persa ieri al tie break con l’Argentina. Ecco perchè non bastano i due muri di Simone Anzani ad accompagnare le squadre in panchina per i due tempi tecnici, sull’ 8-7 e sul 16-14: perchè sul 17-17 il ventoinizia a soffia in un’altra direzione, con l’attacco di Mitja Gasparini, a segnare il pareggio, seguito da un muro dello stesso opposto. Per una Slovenia in fuga, che chiude sul 25-23 con un attacco di Klemen Cebulj. E a nulla sono valsi gli sforsi e i 4 muri punto azzurri.

Nel secondo parziale di gara, visto il vento ancora contrario, il ct Blengini corre quasi subito ai ripari quando, sotto di 3 punti (1-4) richiama i suoi spendendo il primo dei tempi discrezionali a disposizione. E se al primo tempo tecnico i ragazzi di Kovac si trovano ancora in vantaggio di due lunghezze (6-8), ci pensano poi le difese di piede di Simone Anzani e di Simone Giannelli, gli attacchi di Zaytsev e di Juantorena, a referto anche dalla linea di fondo campo. E poi ci pensano i muri di Anzani, come i due del finale di set che lo chiudono, sul 25-19.

Alla ripresa di gioco, in campo viene confermato al posto di Filippo Lanza, Gabriele Maruotti: sua la diagonale punto dell’8-3, che arriva dopo il break azzurro (dal 3-2 al 6-2) e il time out discrezionale chiesto da Kovan. Che riprende e consiglia i suoi ma senza troppo successo: al secondo tecnico i padroni di casa volano a quota +8: il 16-8 è un punto sul muro avversario, cercato e trovato da Juantorena. Cosí come un muro è anche quello del 17-9, firmato Anzani che si ripete peri il 23-12 e nel primo tempo con cui mette il sigillo al (25-13).

Set conclusivo, il quarto, con un vantaggio azzurro fin dale prime palle, che poi passa dai due tempi tecnici (8-6 e 16-13) per arrivare in coda di parziale e match planando su un comodo +6 azzurro (20-14). Ma se sarebbe errato pensare, e disonesto racocntare, di una resa slovena. Perchè i ragazzi di Kovac continuano a difendere e crederci, commettendo però qualche errore pesante. Soprattutto se poi arrivano le bombe in diagonale dello Zar Ivan, come sul 24-18 e il punto prepotente di Anzani. Per il 25-18 senza appello.

Perchè è un’Italia da 13 muri, il fondamentale ritrovato, e 5 punti al servizio. Che insipira la tensione ma espira energia. Che non si perde per strada e quando capita, sa ritrovarsi. Come sa trovare in un pubblico sempre presente, la vitamina in più. Per andare Avanti, perchè di strada ce n’è!

La fotogallery della serata e la video intervista a Ivan Zaytsev sono disponibili alla pagina fb di Get Sport Media, a questo link https://www.facebook.com/getsportmedia/ 

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