Una Serbia concreta e determinata nella serata nera dell’Italvolley

Scritto da on set 27th, 2018 e archiviato sotto la categoria Nazionale, News, Notizie. Puoi seguire la discussione di questo post tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questo post.

GetImage[di Emanuela Macrì - foto FIVB] Dopo un pomeriggio bestiale, quello della sfida tra le nazionali del Brasile e della Russia conclusa al quinto set e vinta, in rimonta, dai verde-oro, ecco il debutto serale della FinalSix, la fase finale dei Camponati Mondiali di pallavolo maschile di Italia e Bulgaria 2018. Nell’ultimo mercoledì di settembre a completare il quadro della prima delle tre giornate di gara ci le formazioni di Italia e Serbia, due squadre che si conoscono molto bene perchè formate da giocatori che nel corso della stagione sono abituati a dividere il campo o a scrutarsi da dietro la rete. Per qualcuno, leggi Nikola Grbic ct serbo, invece, il punto di vista abituale, lascito il campo da qualche anno, è la panchina e quella di Verona nello specifico. Si sta tra vecchi amici, o conoscenti almeno e dunque. Ma non si sta tranquilli, perchè dal primo minute è sfida vera.

Con l’attacco di Osmani Juantorena ad aprire danze che, con il successive muro azzurro, sembrano trovare un buon passo. Peccato ci pensi, fin da subito, la pioggia di attacchi e punti dei serbi, più sciolti rispetto a Zaytsev e compagni che, contratti e disuniti non riescono a trovare né gioco e nè ritmo. E se al primo tempo tecnico lo svantaggio è di due sole lunghezze, al secondo time out il preoccupante -6 (10-6) è ottenuto dai serbi con un punto di Marko Podrascanin al servizio, chiude di fatto il set. Anticipando l’ace di Kovacevic, altra conoscenza del volley italic, per un 15-25 che già da sè la dice lunga. Se poi si allungano mani e occhi ai tabelli si scopre il doppiaggio serbo nei palloni messi a terra (19 a 8) e si pensa che ben 5 vengono direttamente dalla linea di fondo campo, forse i 9 centri personali di Aleksandar Atanasijevic (best score con 19 punti al termine del terzo set).

Una falsa partenza ancora recuperabile, se si riuscisse e ritrovare quella necessaria concentrazione e forza mentale, per mettere da parte la sfferenza davanti a una Serbia abbondante e puntuale, in difesa quanto in attacco, al servizio come a muro. E se alla metà del parziale due muri consecutivi di Simone Anzani sembrano rimettere in pista squadra e palazzetto, ci pensa subito il video chek richiesto sul secondo punto del centrale a sanzionare un’invasione a rete di Juantorena. Un passaggio fondamentale, un fallo minimo ma determinante, che se anche non toglie la crescente lucidità dei ragazzi di Blengini, di fatto segna irremediabilmente il set. Perchè se Atanasijevic appare più opaco e meno performante contro il muro azzurro rispetto allo scoppiettante inizio della gara, ci pensano i punti di Srecko Lisinac e Nikola Jovovic (suo il muro del 20-25) a non dare scampo e respire agli azzurri. Nonostante il pareggio nel totale dei punti messi a referto (15 per squadra) e un parziale di punti a muro favorevole agli azzurri per 4 a 1.

Il terzo parziale, l’ultimo della serata, prende avvio da un ace di Marko Ivovic e procede nutrendosi di impressionanti recuperi dei serbi, che lasciano cadere pochissimi palloni e non perdono mai di vista l’obbiettivo. Quello di portarsi a casa una vittoria piena in una partita decisa alla metà di ogni set (come in questo sarà il punto al servizio di Podrascanin del 12-17), con episodi verificatesi a quella altezza di tempo e di fatto segnanti per il resto del parziale, e dalla difesa serba. Ma anche dalla minor pressione sulle spalle dei ragazzi di Nikola Grbic, che sorridono senza perdere concentrazione e concretezza mentre nella metà campo azzurra il nervosismo ha la meglio “assumendo un atteggiamento sbagliato – come ha commentato capitan Zaytsev a fine gara – che non ci ha permesso di entrare in una partita che loro avevano preparato bene.” Particolare confermato anche Alexandar Atanasijevic “con tanti complimenti allo staff per il lavoro fatto per questo – ha precisato l’opposto serbo – a cui si aggiunge la nostra difesa, che stasera ha funzionato molto bene e fatto la differenza.” E, si augura il numero 14 di Perugia e Serbia, continuerà a fare. Noi lo scopriremo guardando, domani sera alle 20.30 su RaiSport, la sfida tra Serbia e Polonia, formazione quest’ultima detentrice del titolo mondiale e prossima avversaria di Massimo Colaci e compagni.

ITALIA-SERBIA 0-3 (15-25; 20-25; 18-25)
ITALIA: Mazzone 11, Giannelli, Juantorena 4, Anzani 4, Zaytsev 9, Lanza 5, Colaci (L). Baranowicz, Candellaro, Maruotti 1. Non entrati: Randazzo, Rossini (L), Cester, Nelli. All. Blengini.
SERBIA: Ivovic 10, Lisinac 5, Atanasijevic 19, Kovacevic 11, Podrascanin 5, Jovovic 1, Rosic (L). Non entrati: Okolic, Katic, Petric, Krsmanovic, Luburic, Majstarovic, Kostic. All. Grbic.
Arbitri: Zenovich (RUS) e Liu (CHN)
Spettatori: 11.700
Durata set: 24, 30, 28. Totale 88

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